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Il salto di Gianluca da Donoratico all’A2 «Il mio segreto? Sono un secchione»

Giorgio Creatini
Il salto di Gianluca da Donoratico all’A2 «Il mio segreto? Sono un secchione»

Cresciuto in gialloblù approda a Cento come preparatore Una laurea e un continuo studio: «La formazione conta»

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Giorgio Creatini/ DONORATICO

Classe 1990, donoraticense doc, Gianluca Frolli si presenta con il solito sorriso di sempre. La sua è una storia di coraggio, dedizione e passione, l’ennesima proveniente da una realtà – Castagneto Carducci – tanto piccola quanto capace di consegnare professionisti di eccellenza.

Dopo un carriera da giocatore con la maglia del Donoratico, una laurea, un master e tanta gavetta “importante” tra il Basket Cecina e il Basket Golfo Piombino, Gianluca ha infatti raggiunto un sogno: dal prossimo agosto, sarà il preparatore atletico della Benedetto XIV Cento, formazione che con ogni probabilità militerà in serie A2.

Un obiettivo che Frolli ha inseguito con costanza, salendo costantemente di livello e mettendosi sempre al servizio dei suoi giocatori e dei suoi allenatori con umiltà e competenza.

Gianluca, la firma con Cento è un punto intermedio: di arrivo e di partenza. Come è nato l'interesse per la preparazione atletica?

«L’interesse per la preparazione atletica nasce dalla mia grande passione per il gioco del basket e dalla voglia di trasformare una semplice passione in un vero e proprio lavoro. Fin da piccolo, con i miei cugini, non ho mai trascorso un giorno senza una palla ed un canestro: da un certo punto di vista, è un sogno che si avvera».

Ti sei formato cestisticamente a Donoratico. Una passione di famiglia che è diventata un lavoro. Quanto è stata importante la società gialloblu nel tuo percorso?

«La società gialloblu di Donoratico è stata la prima società che ha creduto in me, che mi ha dato fiducia. Ho mosso i primi passi da giocatore lì, e successivamente, da preparatore, con coach Simone Spina. Non posso quindi che portarla sempre con me. L’ondata di affetto che la notizia del mio arrivo a Cento ha scaturito sulla pagina Facebook del Basket Donoratico mi ha fatto enorme piacere, sottolineando l’importanza dei rapporti umani»

Qual è stata la tua formazione accademica?

«Dopo il liceo scientifico tecnologico, mi sono iscritto a Scienze Motorie presso l’Università di Pisa. Successivamente, ho completato la mia formazione per raggiungere il mio obiettivo, con il Corso Nazionale FIP per Preparatori Fisici di Pallacanestro ed il Master Universitario di I Livello in Riabilitazione. La vera gavetta è arrivata poi sul campo, ma la formazione è imprescindibile: mi definisco un secchione, nel senso che continuo a passare tantissimo tempo a studiare, a confrontarmi, e cercare di migliorare e di restare sempre aggiornato» 4

Cecina e Piombino sono stati i grandi trampolini di lancio. Ce ne vuoi parlare?

«Sicuramente sì. Cecina mi ha fatto vivere delle forti emozioni e mi ha fatto capire cosa significhi lavorare in uno staff di professionisti come quello formato da coach Federico Campanella e da Giacomo Bandieri. Piombino, invece, è stato un consolidamento del mio lavoro e ha rafforzato ancora di più ciò che a Cecina ho imparato. Tutto questo insieme a Coach Marco Andreazza e Lorenzo Formica. In più, sono rimasto in contatto con moltissimi dei “miei” giocatori: anche questo è un aspetto del mio lavoro che amo» .

Cento è una società ambiziosa e prestigiosa. Cosa ti ha convinto del progetto? E cosa ti aspetti da questa nuova avventura?

«Cento ha sempre avuto ed ha la fame di essere una realtà solida ed importante. Il progetto che mi è stato presentato è sicuramente ambizioso e degno di essere vissuto. Da questa nuova avventura spero di riuscire a lasciare un’impronta con il mio lavoro, ma spero anche di imparare tutto ciò che questo ambiente e questo staff mi possono offrire. Sul campo, invece, dipenderà molto dalla categoria: in caso di A2, cercheremo la salvezza; in caso di B, proveremo a vincere il campionato»

A chi vorresti rivolgere un ringraziamento particolare?

«La prima persona che voglio ringraziare è mia moglie Alice, che mi sostiene sempre ed è la mia tifosa numero uno. Voglio ringraziare anche la mia famiglia, che mi ha sempre aiutato durante questo percorso e, infine, Andrea Baldi, anche lui preparatore fisico, nonché mio mentore da sempre». —

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