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Quella cavalcata e il trionfo col Lebowski

Giorgio Creatini
Quella cavalcata e il trionfo col Lebowski

5 anni fa la seconda storica promozione. I ricordi di Brunetti e Poeta: «La ruggine col Cecina poi i rapporti ristabiliti»

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Giorgio Creatini

Era Il 17 maggio del 2015, l’Unione sportiva Donoratico batteva nello spareggio il centro sportivo Lebowski Firenze per 2 a 0 e per la seconda volta nella sua storia saliva in Promozione.

Una pagina più recente, ma entusiasmante e coinvolgente, con quell’ urlo strozzato in gola da trent’anni, che finalmente poteva uscire liberatorio tra tutti gli sportivi del paese. Il giusto riconoscimento per una stagione che vide l’undici amaranto, guidato dal condottiero livornese Stefano Bani, comandare a lungo il campionato. Fu un anno particolare anche perché nel girone era presente il Cecina, nobile decaduta, che poi alla fine vincerà il torneo con il Donoratico che passerà anch’esso dopo una serie di spareggi e dopo che in campionato aveva strappato ben sei punti ai cugini, tre dei quali a tavolino per un ricorso che scatenò la rabbia degli ultras rossoblù che sfociò nel giorno della gara contro il Lebowski in incresciosi incidenti. I tifosi cecinesi infatti, arrivarono in massa a Cascina (sede dello spareggio) per sostenere, per rivalsa contro il Donoratico (reo di aver inoltrato quel ricorso) i fiorentini e solo l’intervento dei carabinieri con due arresti e diversi denunciati soffocò i loro attacchi verso lo sparto gruppetto di sportivi di Donoratico che passarono dei momenti incredibili.

L’allora vice presidente Filippo Brunetti dichiarò a fine partita: «Ho avuto veramente paura, quando abbiamo fatto il secondo gol, un gruppo di facinorosi si è avvicinato minaccioso e solo i carabinieri hanno evitato il peggio.” Un episodio per fortuna ormai dimenticato, con i rapporti con il Cecina che si sono poi ristabiliti, che però resterà indelebile nella storia di quella promozione.

Ma per tornare alla splendida cavalcata che portò al salto di categoria, il presidente Fabrizio Poeta ricorda di come gli amaranto vinsero il girone play-off senza subire neppure un gol.

«La prima partita – dice Poeta – la vincemmo contro il Castiglioncello per una a zero, (gol di Matta) la seconda contro il Selva Capannoli sempre per una a zero con gol di Faraoni su rigore, e la terza appunto contro il Centro Storico Lebowski per 2 a 0, partita con tribune stracolme con i giocatori del Cecina che avevano fatto un gemellaggio con la squadra fiorentina tifando contro di noi. In quella gara andarono in gol Campolmi e Giacomo detto Giaci.... partita a senso unico che vincemmo senza mai rischiare. In campionato eravamo arrivati secondi dietro alla corazzata Cecina. Ricordo ancora l’emozione della gara di ritorno contro i rossoblù quando di fronte al pubblico delle grandi occasioni riuscimmo a ribaltare il risultato e vincemmo. Eravamo andati sotto con un gol di Sandri ma recuperammo con le magie di Periccioli e Caroti. La promozione fu il premio – continua Fabrizio Poeta – di una stagione che grazie al nostro gruppo coeso, allo spogliatoio fantastico e ad un grande allenatore, ci meritammo tutti, società, sportivi e giocatori in primis che ci credettero fino in fondo. L’entusiasmo fu talmente grande che addirittura tutti i ragazzi si fecero un tatuaggio per ricordare la promozione».

Per il presidente Fabrizio Poeta, fu la seconda promozione dopo quella del 2008 in prima categoria, un record che eguaglio' quello del presidentissimo Alberto Menicagli. Gli artefici di quella splendida cavalcata furono: Reali, Lancioni, Berretti, Libardo, Locatelli, Caroti, Periccioli, Campolmi, Faraoni, Matta, Simoncini, Biagi, Grassi, Torri, Tieghi. Colombo. Mister Stefano Bani —

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