Il Tirreno

Erano gli anni Ottanta con la Fossa dei Leoni e le epiche sfide di calcio e pallavolo

giorgio creatini
Erano gli anni Ottanta con la Fossa dei Leoni e le epiche sfide di calcio e pallavolo

La Polisportiva Castagneto Carducci in attività dal 1981 fino al 1994  Ai raggi x un periodo di gloria raccontato da Riccardo Bernardi 

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la storia

giorgio creatini

Tredici anni di storia possono sembrare un lasso di tempo relativamente breve per una società sportiva, ma quello che successe a Castagneto Carducci dal 1981 al 1994 resterà per sempre nella memoria di chi quel periodo lo visse con grande partecipazione. Furono gli anni della Polisportiva Castagneto e della “Fossa dei Leoni”, delle epiche sfide che spesso finivano a baruffa, delle due squadre allestite in un paese di mille abitanti, delle promozioni, del rifacimento del campo dei “Cipressi” e dello sport vissuto per la gioia di onorare la propria bandiera e la propria città. Calcio amatoriale, calcio di terza e seconda categoria, pallavolo maschile e femminile, insomma il centro storico visse il suo periodo più fiorente dal punto di visto di partecipazione e coinvolgimento grazie alla polisportiva che regalò anni indimenticabili ed elettrizzanti.



Ci facciamo raccontare la storia e i protagonisti di quel periodo da Riccardo Bernardi, castagnetano verace e forte attaccante di quelle squadre di calcio, nonché instancabile propulsore della società. «La nascita della polisportiva - inizia Bernardi - risale al 1981. Nasce dal desiderio di tanti giovani, castagnetani e non, di dar vita principalmente ad una squadra di calcio per poter partecipare ai tornei amatori, organizzati in quel periodo dalla Uisp di Cecina, località dove si svolgevano tutte le partite. Oltre ai tanti ragazzi che espressero il desiderio di formare il gruppo, ci furono anche dei responsabili che sposarono la voglia di fare qualcosa di importante a Castagneto.



I promotori principali furono Graziano Maggi (primo presidente), Corrado Carpentieri, Loriana Bernardi, Mauro Billi e suo figlio Roberto. Cominciammo senza una lira e senza sponsor. L’autotassazione fu obbligata, così come il lavaggio dei corredi che era assegnato a questo o a quel dirigente. Facemmo due tornei amatoriali, poi nel 1984 decidemmo di fare la 3ª categoria. Nel frattempo sistemammo il campo sportivo “I cipressi” di Castagneto, che all’inizio era in terra battuta e in seguito fu seminato da Corrado Carpentieri e sua moglie tra le prese in giro dei compaesani che non credevano di veder sbocciare l’erba in quel polveraio.

Invece l’abnegazione dei coniugi Carpentierei venne premiata ed avemmo un bel prato sul nostro campo. Ricordo la prima partita di 3ª categoria a Lajatico. Fu un evento per tutto il paese, pareggiammo 1 a 1 e feci anche gol. Il primo allenatore fu Giulio Batistoni poi in seguito collaborò anche il compianto Franco Tonelli.



I primi tempi, come ho detto, furono veramente elettrizzati, c’era da parte di tutto il paese una grande attenzione alle sorti della squadra, quando tornavamo dalle trasferte tutti al bar chiedevano il risultato e volevano sapere come era andata la partita. Quando giocavamo in casa partecipava tutto il paese, sicuramente per gli avversari non era facile giocare lì, la chiamavamo la fossa dei leoni e non poche baruffe si sono verificate.

Noi giocavamo per il gusto di onorare la maglia, come si suol dire, infatti nessuno aveva stipendi o rimborsi vari almeno nei primi anni. Venivamo ricompensati con luculliane cene che si svolgevano nei fondi di qualche dirigente a cui partecipavano anche le famiglie, insomma era il bello dello stare insieme come comunità.



Addirittura intorno alla fine degli anni ottanta avvenne la sospirata promozione, arrivarono anche giocatori da fuori a quel punto avevamo due squadre: una che faceva la 2ª categoria e una che faceva gli amatori. In questo lasso di tempo ci furono vari sponsor del paese che ci sostennero, poi purtroppo nel 1994 tutte le attività si fermarono, non c’erano più soldi e tutto finì. Oggi vedere il nostro campo sportivo ridotto ad un semplice parcheggio mi provoca molta tristezza e qualche amara riflessione, che purtroppo i giovani di oggi non riconoscono più». La Polisportiva fece attività anche di pallavolo alcuni anni con la squadra maschile ottenendo grosse soddisfazioni, poi anche con una squadra femminile, una meteora che poi si eclissò verso Donoratico, ma per quegli anni fu un fenomeno davvero unico, il borgo era al centro dell’attenzione e il divertimento di mancò. —

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