Gioco
New Rosignano, lo spumante è pronto «Manca l’ufficialità ma saremo promossi»
La soddisfazione di Marco Giomi, presidente del club che ha vinto il campionato di Terza categoria «Un gruppo superiore a tutti, meritavamo il successo. E ora lavoriamo all’unione con il Sei Rose»
rosignano
Il New Rosignano Solvay 1922 è virtualmente promosso in Seconda categoria. Manca solo la comunicazione ufficiale, ma la Figc, una volta deciso di non far proseguire i campionati dilettantistici, ha stabilito che vale la classifica al momento dell’interruzione e le prime classificate di ogni raggruppamento passeranno in ambito superiore. E il club biancoblù è appunto primo nel girone unico Livorno di Terza categoria a quota 43, seguito a 4 punti dal Carli Salviano. Sentiamo a caldo le parole del massimo dirigente del New Rosignano Marco Giomi.
Presidente, dunque siete in II categoria.
«Non c’è ancora l’ufficialità e quindi non si può ancora annunciare, ma siamo naturalmente fiduciosi per la promozione, perché la linea della Federazione è quella di promuovere le prime delle varie graduatorie cristallizzate al momento dello stop. Ci sarebbe piaciuto che il suggello fosse arrivato dal campo, dopo la soddisfazione della conquista della Coppa provinciale, ma questa è stata una stagione davvero particolare. Una cosa è certa: i nostri meriti erano emersi chiaramente nel corso di un campionato in cui siamo stati sempre al comando con autorevolezza e bel gioco. Il successo è quindi meritato, anche se aspettiamo la certificazione del risultato. Proprio in queste ore il presidente del Comitato regionale Mangini sta avendo contatti e riunioni con le varie società che tiene al corrente della situazione. La Lega Nazionale Dilettanti ed il Comitato regionale toscano, come tutti gli enti territoriali regionali, hanno assunto una posizione ben precisa. E’ solo questione di tempo».
Che cosa avete provato in società?
«È stata, come ho sottolineato, una stagione agonistica particolare, che non ha precedenti. Dopo il successo nella Coppa provinciale eravamo consapevoli che anche in campionato avremmo trionfato, perché lo spessore del nostro gruppo era superiore a tutti. È chiaro che un successo decretato dopo una sospensione non ha lo stesso sapore di quello che avremmo gustato sul campo con i nostri tifosi. Ma celebreremo questo risultato con loro quando si potrà. Sia pur atipica è stata un’annata importante».
Se l'aspettava che il campionato non terminasse?
«Quando il 9 marzo il Comitato regionale ha ufficializzato lo stop - inizialmente fino al 9 aprile, poi prorogato di mese in mese fino al 14 giugno - abbiamo capito che era emersa in modo tangibile l’impossibilità di non poter continuare. E’ stata una scelta presa a malincuore, ma il dramma che l’Italia ha passato è sotto gli occhi di tutti. Il calcio dilettantistico oggettivamente non poteva continuare e doveva concludere il suo cammino regolare».
Concluso anche l'iter di Coppa?
«Dopo la conquista della Coppa provinciale era in programma la fase regionale, che era prestigiosa perché ci saremmo misurati contro avversarie qualitativamente forti. Era un bel banco di prova che ci stimolava come società, tecnici e giocatori. E’ stato tutto annullato ed è un peccato. Resta il fatto che nella bacheca di una società giovane come la nostra c’è la Coppa provinciale conquistata sul campo e arriverà presto, come pare, anche il successo in campionato. Vincere non è mai facile. A ogni livello».
Ora che dietro l'angolo c'è la nuova società, che ne sarà del New Rosignano neo-promosso?
«La pandemia e il lockdown hanno interrotto l’iter che ci deve portare all’unione tra il New Rosignano e il Rosignano Sei rose per la nascita di un’unica società cittadina. Seguiamo passo per passo un cammino che giocoforza ha subito un rallentamento dovuto a cause di forza maggiore. Noi speriamo che tutto vada a buon fine e che ci sia finalmente una nuova unica società con i colori biancoblù, per il rilancio del calcio nel nostro territorio».
Quali sono le sue attese, i suoi auspici?
«Rapportandosi alla realtà che viviamo tutti i giorni mi auguro che Rosignano come l’intero Paese escano da questa drammatica fase che ha causato danni molto gravi a livello sanitario, ma anche nel tessuto sociale ed economico. Ci auguriamo che tutto possa ripartire, anche se ci saranno difficoltà che riguarderanno pure il calcio. In questo senso ripartire con una società unificata sarebbe un messaggio importante e significativo. Quando inizierà la nuova stagione nessuno lo può sapere. Viviamo alla giornata, cercando di portare avanti i nostri progetti. Questa stagione, che per noi sportivamente è stata positiva, ci deve aiutare a superare l’attuale fase e guardare con rinnovata fiducia al futuro». —
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