Il Tirreno

Enrica e la passione per i pugni

Michele Falorni
Enrica e la passione per i pugni

Agente immobiliare laureata in economia sogna di tornare sul ring e si prepara allenandosi on line

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CECINA

L’ultima volta: ieri in pineta, a correre e a rincorrere la condizione fisica, in attesa dell’occasione per tornare. Il coronavirus e le conseguenti chiusure hanno azzerato abitudini e stili di vita, ma non cancellato la sua voglia di combattere. Sì, Enrica Tamburini è agente immobiliare di professione e atleta di arti marziali per passione. «Calci e pugni mi mancano – racconta – perché pratico da tanti anni e stare lontana dalle palestre è difficile. Come dalla compagnia delle mie amiche». Non a caso, le sue basi operative si chiamano Bushido kai e Piramide, che frequenta via Facebook. Mamba nero, soprannome che le dato il suo allenatore storico Roberto Geri, in due parole ne riassume lo spirito: agile e letale come un rettile, complice il chirurgico gancio sinistro. La protagonista di questa storia, classe 1983, è laureata in economia aziendale a Pisa e ha un sogno: iscriversi alla Spartan Race, una corsa a ostacoli dove a scavare la differenza sono le capacità personali e il gioco di squadra. «Spero di ricominciare presto – prosegue – sebbene il problema della distanza sociale sia difficile da risolvere. Come la presenza negli spogliatoi e gli attrezzi da sanificare. Non salgo sul ring da ottobre del 2018, quando partecipai al Petrosyan Mania di Milano, specialità K-1: tre riprese di calci e pugni da tre minuti l’una nella categoria 58 chili. Ho perso ai punti. Non ho però mollato, anche se la pandemia ha riscritto le regole. Tirare per un titolo? Vedremo, voglio pensarci. Lavorando negli uffici di Toscana Casa non è semplice trovare tempo. Mi piacciono le competizioni estreme, perché sono divertenti per chi ama il contatto come me. Vorrei partecipare a una selezione, sfidare ancora me stessa e non solo gli altri, mettermi alla prova e capire quanto riesco ancora a resistere. La considero un’altra tappa del mio percorso sportivo. Ho amici che si sono misurati con la Spartan Race, nel cui circuito internazionale rientra pure l’Italia. È il mio prossimo obiettivo, gli incontri vengono dopo». A Enrica non manca l’esperienza. Cintura nera 4° dan di karate shotokan e 1° dan di karate kyokushinkai (a contatto pieno), classe A di kick boxing, 35 combattimenti disputati con 20 vittorie di cui 7 per kappaò. Il gancio sinistro rimane il suo colpo migliore: preciso e potente, grazie alla coordinazione e al bagaglio tecnico formato negli anni. «Siamo rimasti a casa due mesi – conclude – dall’inizio di marzo, quando è iniziata la fase 1. Non ho visto molta televisione, ho preferito leggere i libri, tra cui il Conte di Montecristo e, nei limiti, mantenere la forma fisica. Mi è piaciuto. Quanto andare al mare e uscire di sera con le mie carissime amiche». A proposito, prima di chiudere: negli Stati Uniti, l’ex lottatore Steve Austin ha disegnato in mezzo al deserto un percorso tremendo composto da dieci prove per aspiranti titani in giacca e cravatta e signore in gonnella: lo spaccaossa. Chi strappa cotto dal sole il biglietto di ingresso, lo supera e stabilisce il tempo da battere incassa 10mila dollari e la gioia di rivedersi in televisione. Se riprendesse? «Lo conosco, mi interessa. Forse un giorno mi informerò e chissà. Intanto, lancio un messaggio: andrà tutto bene, torneremo ad allenarci». —

Michele Falorni

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