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I due sogni di Giulio: «Una maglia al Cecina e fuori dal campo la toga di avvocato»

Michele Falorni
I due sogni di Giulio: «Una maglia al Cecina e fuori dal campo la toga di avvocato»

Appena 16 anni, Barlettani ha già debutto in prima squadra  «Che emozione essere accolto così bene nello spogliatoio»

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Michele Falorni / CECINA

Appena 17 anni da compiere il prossimo dieci novembre, Giulio Barlettani è l’ultima scoperta del Cecina calcio. Classe 2003, in forza agli Allievi regionali Elite, il 26 gennaio scorso ha debuttato in prima squadra nel campionato di Promozione vincendo insieme ai nuovi compagni la partita in trasferta a Galluzzo.

Di professione centrocampista, frequenta la terza liceo scientifico all’Enrico Fermi e ha le idee chiare. «Meglio di così – afferma – non poteva andare, ma prima deve ripartire il lavoro in tutta Italia e poi noi». Per tracciare il quadro della situazione gli bastano poche parole, perché il carattere non gli manca e la voglia di divertirsi nemmeno. Considera lo sport come se fosse la sala giochi della vita e intanto studia in via Napoli, con i suoi professori, in attesa di sbarcare in via Puccini, nello stadio Loris Rossetti appena trasformato dal Comune.

«Mi dispiace – prosegue – di non avere proseguito anche il torneo con gli Allievi regionali, perché quando ho cambiato casacca non era un momento facile e sarei rimasto volentieri ad aiutarli. Ma a 16 anni non capita spesso di partire per Galluzzo e giocare subito titolare. Con la formazione maggiore ne ho disputate sei in tutto, poi è arrivato il coronavirus e il calcio si è fermato».

Di queste, cinque volte era sul prato dal fischio d’inizio, scartando l’ansia come gli avversari che si è trovato davanti.

Una curiosità: il suo ingresso ha chiuso la parentesi delle tre sconfitte consecutive rossoblù, aprendo il ciclo delle vittorie che hanno proiettato i ragazzi in zona playoff. A San Donato ha firmato la rete del successo. «Mi sono trovato subito bene sia con l’allenatore, molto bravo, che negli spogliatoi, dove i giocatori mi hanno messo a mio agio. Ho ascoltato i loro consigli e ne ho fatto tesoro. Una bella esperienza, in quanto il tecnico e i compagni mi hanno sempre tenuto in considerazione. Peccato - continua - che l’emergenza sanitaria abbia imposto lo stop: visti i risultati e la qualità del gioco espressa ogni domenica, potevamo arrivare agli spareggi».

Barlettani è un tipo organizzato, anche perché tra scuola e allenamenti non può perdere tempo. «Il liceo è impegnativo, ma trovo la voglia. E dopo il diploma mi piacerebbe laurearmi in legge a Pisa e divenire avvocato penalista, perché mi intriga. Siccome amo la sfida e non ho nessuna paura ad affrontare gli impegni, mi trovo bene dove ci sono delle responsabilità. Al campo andavo tre volte alla settimana con gli Allievi e quattro con la prima squadra. Le ore per studiare sono poche, devo concentrarmi. La sera sono stanco. Certo, se capita proverò a trasformare il calcio in professione. Vedremo».

Poi parla delle sue passioni. «Per rilassarmi guardo i film di Martin Scorsese e ascolto la musica di Vasco Rossi e degli Oasis».

Il suo mito è Sergej Milinkovic Savic, giocatore della Lazio di ruolo centrocampista, come lui. «Mi piace perché ha la giusta cattiveria agonistica e non molla mai. Come Steven Gerrard, indimenticato capitano del Liverpool. Gente tosta che sul prato, sintetico o in erba naturale, preferisce i fatti alle parole».

«Lo sport allena il corpo e la mente e distrae. Spero di ricominciare – conclude valutando l’ipotesi più remota – ma mi preme che prima ripartano l’economia e il lavoro in tutta Italia. Queste sono le priorità».

Bravo. Un ragazzo con la testa sulle spalle sia in campo che fuori.—

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