Il Tirreno

L’amico di Agroppi e Sonetti che ha fatto grande Donoratico

Giorgio Creatini
L’amico di Agroppi e Sonetti che ha fatto grande Donoratico

Vittoriano Fontanelli ha sfornato tanti talenti. «Orgoglio dei miei bimbi diventati uomini» 

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Il RACCONTO

Castagnetano verace, dal carattere mite ed equilibrato, Vittoriano Fontanelli è uno di quei personaggi che ha scritto pagine importanti nella storia dello sport locale. Calciatore promettente, iniziò con gli Juniores del Castagneto per poi, dopo il militare, approdare a Monterotondo Marittimo con allenatore Piero Fontanelli e poi due anni a Donoratico, dove chiuse la sua carriera agonistica. Continuò ad essere protagonista in vari tornei estivi, ma la sua traccia più profonda, Vittoriano l’ha lasciata nel settore giovanile del Donoratico dove per tanti anni ha cresciuto e lanciato fior di giocatori.

Iniziò ad allenare nel lontano ’77 quando a Donoratico c’era il grande Gioacchino Taliani, che fu un suo importante maestro. Per qualche anno collaborò tenendo in mano un settore giovanile ancora un po’ disorganizzato, del resto il Comune era demograficamente piccolo la società in piena riorganizzazione e non era facile competere con paesi più grandi. Ma l’esperienza che si fece in quel tempo, gli servì per emergere negli anni ’90, dove divenne uno dei più apprezzati tecnici di tutta la zona.

In quel periodo il Donoratico dette vita ad un imponente progetto dove come partners aveva anche Fiorentina e Sampdoria. L’idea, sposata dalla società, fu di Pippo Favilli, che venne ingaggiato per tenere le redini dell'iniziativa. Grazie al suo passato di giocatore professionista, portò agli allenamenti dei ragazzini amaranto, giocatori di serie A, allenatori di fama come Agroppi e Sonetti e organizzò conferenze medico-sportive con specialisti di nome per i genitori e gli sportivi. Sembrava una società professionistica e Vittoriano era parte integrante del progetto. Il settore giovanile del Donoratico divenne fiore all'occhiello di tutta la provincia e più avanti, Vittoriano venne nominato responsabile tecnico di tutto il movimento. Persona davvero unica, insegnava ai ragazzini con garbo e fermezza tirando fuori il meglio da loro, oggi si gode la sua pensione occupandosi per passione di volontariato, della promozione turistica del suo paese e godendosi il nipotino.

Ma quando si parla del suo passato di sportivo, ricorda volentieri le sue esperienze. «Ho allenato tutte le squadre del settore, dalle nuove leve, pulcini, esordienti e giovanissimi Provinciali. Allievi e Juniores Regionali. – ci racconta Fontanelli - Nel 1980 ottenni il patentino di Istruttore Tecnico a Piombino. Nel 1991 quello di allenatore giovani calciatori a Prato. Tante le soddisfazioni nella mia carriera come quando fummo primi classificati nel campionato Giovanissimi e ottenemmo la finale Regionale. Primi classificati nel Campionato esordienti, Finalisti con i giovanissimi al Torneo Maestrelli, conditi da buoni piazzamenti nelle altre annate. Ma le soddisfazioni più grandi sono state quelle di avere giocato nella squadra del mio paese, di essere rimasto ad allenare per una ventina di anni senza cambiare mai società e di aver visto tanti bimbi crescere, oggi uomini, che quando le incontro ti chiamano ancora Mister. Questo è per me un grande orgoglio».

Giorgio Creatini

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