Gioco
Calcio e basket, la nascita delle società tra sport e ideali politici
la storia
Dopo la fine della seconda guerra Mondiale Donoratico ebbe un forte impulso demografico. Il lavoro principale era sempre quello della terra, ma diversi giovani ebbero l’opportunità di lavorare in fabbrica nelle vicine Piombino e Rosignano. Il paese cresceva e aumentavano i bisogni di evadere in qualche modo dalla dura vita lavorativa. Lo sport fu una prima risposta, e questo, specie in quegli anni, aveva una fortissima valenza politica, tant'è che le prime società sportive, erano tutte nate sotto l’egida di un partito o di un movimento. Prima della seconda guerra mondiale, in pieno regime fascista, c’erano le OND (ordine nazionale dopolavoro) che resero istituzionali i gruppi già esistenti. Si formarono i Gil (Gioventù Italiana del Littorio) a cui si abbinò la prima squadra di basket di Donoratico e i Guf (Gruppi universitari fascisti). Ma nel dopoguerra, con la caduta del fascismo e la nascita dei partiti politici, ecco che democristiani, socialisti e comunisti, facevano a gara a prendere sotto le loro ali, le squadre dei vari sport che nascevano in paese. Mitica fu la rivalità nel calcio, che alla fine egli anni ’40 divise il paese. Il ’48 fu l’anno del dualismo e del grande derby.
In opposizione all’Unione Sportiva, squadra cattolica e di chiara simpatia democristiana, nacque in sua opposizione una seconda squadra chiamata Stella Rossa, un nome che era tutto un programma. Infatti in paese gli sportivi assegnarono subito i ruoli ai due team. L’US venne chiamata la squadra del prete, la Stella Rossa, quella dei comunisti. Il che non era proprio vero perché in ognuna delle due formazioni giocavano atleti con idee politiche proprie. Ma il dualismo ormai serpeggiava, gli sportivi erano talmente divisi che quando andava in scena il derby, i comunisti si schieravano sul lato del campo di sinistra, quelli del prete a destra. Furono anni di grandi battaglie sul campo ma soprattutto fuori, poi tutto finì e dalle ceneri delle due rivali nacque l’Aurora. Tra democristiani e comunisti, i socialisti non potevano stare certamente a guardare, e allora presero sotto la propria ala uno sport molto popolare e seguito; il ciclismo, formando nel 1950 l’ASSI (associazione sportiva socialista italiana).
Una società che ebbe una storia lunga 16 anni e che schierò tra le sue file grandi corridori come Carlo Guarguaglini, Antonio Sabatini e Mario Taddei che nell'ultimo anno di attività vinse ben tre corse. Il connubio tra sport e politica è continuato anche in tempi più moderni, la prima affiliazione "moderna" della pallavolo e del basket a Donoratico furono fatte sotto l'egida l’Uisp (unione italiana sport popolari), l’Aics (associazione italiana cultura e sport) si occupò di danza sportiva, e podismo ed infine l’Asi (associazione sport Italiana) si abbinò al calcetto. —
Giorgio Creatini
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