Il Tirreno

amarcord 

Stella Rossa, Aurora, Unione calcio e polvere negli anni ’50

Giorgio Creatini
Stella Rossa, Aurora, Unione calcio e polvere negli anni ’50

Renzo Lami racconta: «Vicino al Cantinone c’era il nostro piccolo Maracanà» Tante squadre, pochi soldi e campi, fino al 1965 quando nacque il nuovo stadio

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Giorgio Creatini/DONORATICO

In questi giorni di angoscia ed inattività forzata, c’è voglia e tempo per rovistare tra i vecchi ricordi. Foto ingiallite, articoli di giornale, un buon libro e grazie alla tecnologia, anche contatti telefonici e video chiamate con personaggi che possono riportaci indietro nel tempo attraverso la narrazione e ai racconti di una volta.

Così con Renzo Lami, memoria storica dello sport donoraticense e personaggio dai grandi valori, ci siamo fatti raccontare uno spaccato di tempo su com'era il calcio a Donoratico negli anni ’50 e ’60. «Chi ha vissuto a Donoratico nei primi anni’50 – Inizia Lami - ricorda perfettamente come era il rapporto tra giovani e sport. Mentre a San Vincenzo ad esempio, il calcio e il basket erano già praticati in maniera seria e a Cecina esisteva già l’attuale stadio, con il calcio che militava in serie abbastanza importanti, a Donoratico lo sport era ritenuto dai genitori dei ragazzi, un optional, impegnati com'erano a mettere insieme il pranzo con la cena, insomma non era proprio considerato! L’attuale campo sportivo, inaugurato nel ‘65 ancora non esisteva, il vecchio campo del Casone Ugolino era in disuso e a noi rimaneva solo un piccolo spazio a sud della chiesa (Friggera) vicino al Cantinone che offriva ai ragazzi la possibilità di giocare al calcio. Certo in quel piccolo “Maracana’” l’erba non cresceva tanta era la frequenza di noi ragazzi. Quando non andavamo a scuola, ci impegnavamo in interminabile partire che finivano magari 25 a 18 e il primo tempo durava dalle 9 del mattino fino a mezzogiorno per poi continuare dopo pranzo. Questo era il calcio di noi giovani donoraticensi, insieme ad interminabili corse agresti tra i campi di Bandita con in piedi scarponi ai quali dovevi portare rispetto perché destinati a durare più di un anno e da passare poi al fratello più piccolo. Solo dopo la metà degli anni 50’ si riuscì in seguito all'interessamento del direttore del Cantiere Navale Commendator Calvello a mettere insieme (strano ma vero tant'era il campanilismo) una squadra di calcio di Castagneto chiamata Aurora, con alcuni ragazzi di Donoratico; Piero Orsini, Silvano Loni, Giorgio Niccolai, Giorgio Agostini, Giulio Falagiani, Lanciotto Biasci, Aimo Paradisi. Questi, che adesso hanno passato gli 80 anni ed alcuni purtroppo ci hanno lasciato, formarono una squadra che a quei tempi era considerata fortissima. La cosa però durò solo un paio di stagioni poi svanì nel nulla. Prima dell’Aurora, era nata dalle ceneri della vecchia Stella Rossa e dell’Unione sportiva,che a metà degli anni ’40 avevano diviso il paese tra opposte fazioni politiche, un’altra squadra chiamata US Donoratico, che partecipò al campionato di seconda categoria e giocava nel campo delle “Capanne” a Bolgheri messo a disposizione dal Marchese Incisa. Anche questa fu un avventura che durò poco e la fine venne accelerata dall'episodio del portiere Fontanelli che venne squalificato a vita per aver morso l’orecchio ad un arbitro. Fu così che nei primi anni ’60 e dopo le poco edificanti esperienze passate, a Donoratico, che all'epoca contava poco più di 500 abitanti, si decise di rimettere in piedi una squadra di calcio giovanile, era il 1963, non c’era un campo sportivo, così si chiese in prestito a San Vincenzo».

Franco Morganti, Bruno Lofrese, Piero Pucci coordinati da Renzo Ristori, allestirono una squadra – ricorda ancora Renzo Lami – formata oltre che da me, dal capitano Fosco degli Innocenti, Roberto Salvadori, Mauro Marchi, Carlo Salvadori, Renzo Merlini, Franco Bernardini ed altri che ora non ricordo. Si giocò un anno a San Vincenzo poi venne ripristinato il campo di Castagneto e qui entrarono in scena personaggi che poi fecero la storia, in tempi più recenti, della società; Ilvano Santini, Tommaso Ristori, Giorgio Badalassi e il dottor Aldo Fornari. Dal ’64 al ’65 in squadra giocavano anche Beppe Berretti, Nedo Baldassarri, Giuliano Degli Innocenti, Robero Bocelli, Matteo Mattioli e Adriano Lunghi. Poi alla fine del 1965 finalmente si inaugurò il campo sportivo di Donoratico, la società si dette un organizzazione migliore, fu eletto presidente Tommaso Lancioni ed iniziò un’altra storia, decisamente diversa da quella spensierata e goliardica che vivemmo noi dal ’50 alla metà del ’60.» —

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di Redazione web