Il Tirreno

Il grande sogno delle “Ciminiere”

Fabrizio Cavallini
Il grande sogno delle “Ciminiere”

Gavarini, da giocatore a presidente della Dinamo Rosignano: «Giochiamo insieme divertendoci»

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ROSIGNANO. Filippo Gavarini è il nuovo presidente della Dinamo Rosignano, società sorta nel 2018. Nato e cresciuto - anche a livello cestistico - a Rosignano Solvay, lavora nella progettazione nautica.

Gavarini, come è spuntata l’idea di fondare la Dinamo?

«La Dinamo Rosignano è nata principalmente per dare questa opportunità ai ragazzi del luogo che si sono trovati a dover scegliere tra portare avanti la propria passione per la pallacanestro altrove, oppure attaccare le scarpette al chiodo. Il gruppo di partenza, infatti, è stato formato da giocatori unicamente di Rosignano con la mentalità di proseguire una passione comune, senza pensare principalmente a risultati e vittorie. Dopo un anno di inattività, anch'io ricevetti la proposta di entrarne a far parte come giocatore. Il principale motivo per cui accettai fu la voglia di cambiamento che mi trasmisero i ragazzi del consiglio. Si fece subito vedere, infatti, la voglia che mettevano in quello che facevano, cercando sempre e comunque di superare i problemi che una nuova società sportiva giornalmente incontra».

Poi l’infortunio. Quando si sarà ripreso continuerà a calcare il parquet?

«Il mio infortunio, purtroppo, ha un recupero molto lento, e dato il poco tempo - dovuto al lavoro - che posso dedicarci, non credo di poter tornare sul parquet, anche se ogni volta che vedo giocare gli altri scalpito magari solo per far qualche tiro a canestro».

Che effetto fa da giocatore diventare presidente?

«Mi fa ancora effetto sentirmi chiamare presidente; il cambiamento dall'essere giocatore è molto netto. Mi è stata fatta questa proposta dai consiglieri in modo anche un po’ inaspettato, ma non ho potuto rinunciare. Ho voluto accettare il ruolo proprio per rimanere a contatto con la pallacanestro e con questo gruppo molto unito, ma anche perché ne sposo appieno i ‘sogni’ e spero di poter dare anche un pur minimo contributo per far sì che si possano materializzare».

Ve l’aspettavate di vincere subito il campionato? O la fame è venuta mangiando?

«La passata stagione è stata un successo; siamo partiti dal niente riuscendo a vincere un campionato in maniera del tutto sorprendente. Abbiamo creato un seguito di tifoseria da non credere data la categoria e soprattutto abbiamo dato delle basi fondamentali al progetto che abbiamo in testa. Vedere il palazzetto dello sport Gianni Balestri colmo di gente ad ogni partita per noi è stato il successo più grande».

La squadra è passata dalla 1.a divisione alla Promozione. Ritiene che il nuovo ambito possa rivelarsi assai diverso dal precedente?

«Quest'anno tutto un po’ si complica; il campionato è sicuramente molto più competitivo con numerose squadre che avranno come obbiettivo i play off. Noi da neo-promossa non vogliamo porci obbiettivi, continuiamo con la mentalità di partenza del divertimento, del far divertire, e di far esprimere ai nostri cestisti il loro gioco e le loro qualità. Incontreremo ovviamente molte più difficoltà sul campo, ci sono squadre ben collaudate per la categoria e giocatori scesi da categorie superiori; noi vorremmo cercare di dire il nostro come abbiamo fatto lo scorso anno senza pressioni». —

Fabrizio Cavallini

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