Sicurezza
Scarronzoni amarcord Da Washington 8 giovani vogatori
Due figli dei mitici atleti del remo livornese in visita all’azienda Pescia ricordando le Olimpiadi del ’32 e ’36
Rosignano. Otto vogatori giovanissimi di Washington, due figli dei mitici Scarronzoni livornesi, il mondo della vita accademico e universitario a confronto con l’arma remiera labronica nel segno di quelle memorabil side alle Olimpiadi del ’32 a Los Angeles e del ’36 a Berlino. Atmosfera amarcord ieri, all'azienda agricola del dottor Paolo Pescia, ex atleta azzurro e figlio e nipote di due Scarronzoni degli anni '40 Pescino e Marino. Due atleti cresciuti sotto le ciminiere della Solvay ma autori di imprese memorabili come la vittoria nel giugno 1941, sul campo di regata di Berlino, davanti alla Otto tedesca con Hitler in persona che si rifiutò di premiare gli azzurri per l’onta subita e delegò per l’occasione Himmler. Timoniere Milani, capovoga Quaglierini O. , 2° remo Cecchi D., 3° remo Marino Pescia, 4° remo Bartolini E., 5° remo Pescia Pescino, 6° remo Persico E., 7° remo Bonciani A., 8° remo Vivaldi C.
Ieri, al ricevimento da Pescia oltre agli atleti statunitensi in rappresentanza dei vincitori olimpici del ’32 e del ’36, anche tanti personaggi del mondo del canottaggio e dello sport. Come un altro figlio illustre, quello di Vestrini, il primo dei rosignanesi sugli Scarronzoni.
La rievocazione della sfida in programma domani, sabato, a Livorno sullo scolmatore è stata da organizzata da Rossano Vittori vicepresidente dei Canottieri Livorno nell’occasione del centenario. Ieri col padrone di casa Pescia erano presenti il sindaco Daniele Donati ed alcuni assessori della nuova giunta, il fiduciario del Coni di Livorno Giovanni Giannone, Riccardo Nannetti dell Agenzia dello Sport di Rosignano, Graziani degli Azzurri d'Italia lo storico Campanella, i giornalisti Andrea Rocchi ed Enrico Salvatori e tanti altri sportivi e non intervenuti all’iniziativa. È stata un'occasione di scambio di esperienze e ricordi col giovane Otto di Washington composto perlopiù da universitari di Seattle che ha ricordato come nella loro sede di canottaggio viva ancora fervente il ricordo di quella mitica sfida di Los Angeles quando i nostri Scarronzoni, equipaggio di lavoratori portuali perlopiù perse l’oro per venti centesimi di ricordo.
Momenti di commozione quando Pescia e Campanella hanno ricordato la figura di Luciano Gavazzi, indimenticato maestro d’ascia, il “Signor Vaurien” titolare dell’omonimo cantiere, scomparso nel 2015. —
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