Il Tirreno

l’intervista 

«Lascio il Cecina amareggiato È ora di allenare fuori città»

Michele Falorni
«Lascio il Cecina amareggiato È ora di allenare fuori città»

Il mister rossoblù commenta l’esonero: «Ho sempre onorato la casacca  ma non c’erano più le condizioni per lavorare bene. In bocca al lupo ai ragazzi»

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CECINA. Mai privo di garbo e stile, Antonio Brontolone racconta il suo esonero dalla panchina rossoblù. Arrivato quasi alla vigilia di Natale.

Vent’anni a Cecina con la storica maglia addosso e due da allenatore non si dimenticano in un solo giorno. «Mi dispiace, perché questi colori sono parte della mia vita. Ho sempre onorato la casacca. Sono rammaricato che negli ultimi due mesi non abbia potuto allenare in modo tranquillo, ma non c’erano più le condizioni per svolgere il lavoro nella maniera migliore. I giocatori erano contati e con il mister della Juniores dovevamo sceglierli per programmare le partite del sabato e della domenica».

Parole pensate e misurate, perché il tecnico è sempre stato educato e non ha mai forzato nessuna situazione. Retrocesso dall’Eccellenza dopo gli spareggi della tarda primavera 2017, l’ha riconquistata con merito a giugno scorso passando dalle forche dei playout del torneo di Promozione, togliendosi soddisfazioni e conquistando il consenso degli addetti ai lavori e degli appassionati, disposti a seguirlo dopo avere visto come, un mese dopo l’altro, i tesserati crescessero dal lato tecnico e tattico di pari passo con le vittorie. «Ci sono molti giovani interessanti – prosegue – e questo mi preme sottolinearlo. Su quel gruppo avevo investito le mie conoscenze per dare loro una prospettiva. L’esperienza si è conclusa. Cosa farò da ora in poi? Intanto mi godrò le vacanze di Natale in famiglia, che in questi anni ho trascurato perché alla panchina ho dedicato tutto l’impegno possibile. Di certo, sebbene sia legato al Cecina fino al 30 giugno, mi sposterò su vari campi per seguire le sedute pomeridiane e aggiornarmi ancora, poiché mi piacerebbe fare l’allenatore».

La passione e la voglia non gli mancano. La notizia dell’esonero, giovedì 13, in città è arrivata alla svelta, perché il sodalizio di via Puccini è un ricco capitolo di storia. «Dico in bocca al lupo – conclude – agli juniores arrivati in prima squadra dal vivaio e a chi è rimasto. Dai giocatori andati via nelle settimane scorse ho ricevuto un sacco di telefonate: oltre all’affetto, mi hanno sollevato da tutte le responsabilità. Mai dimenticherò la stagione che abbiamo vissuto insieme l’anno scorso: momenti bellissimi e meriti miei e dei ragazzi che ho aiutato a crescere. Non dico mai addio, dico arrivederci. Spero di proseguire l’esperienza fuori Cecina».

Se lo merita, per i contributi determinanti versati nel tempo alla causa rossoblù senza nemmeno una macchia. La conferma viene dalle statistiche e dalla non trascurabile capacità di gestire il gruppo e di programmare l’attività un mese dopo l’altro, sommando i risultati agli obiettiv fisssati. —

Michele Falorni

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