Il Tirreno

Si dimette il consigliere maurizio piccoli

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Maurizio Piccoli, membro del direttivo dell’Ac Sporting Cecina 1929 ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico. Una decisione - scrive Piccoli - che giunge «dopo una lunga riflessione sui vari aspetti; alcuni certamente positivi come la meravigliosa cavalcata che ha portato allo spareggio, vinto, di Certaldo e al ritorno, dopo appena un anno, nell’Eccellenza regionale; altri legati alle strategie sia per la stagione in corso sia per quelle future sulle quali vi è stata e vi è una pressoché totale divergenza». Secondo l’ormai ex consigliere «una società dilettantistica importante richiede un diverso approccio, che ho più volte esposto e sollecitato ma che, a parte un apparente apprezzamento verbale, è sempre rimasto di fatto nel cassetto. Occorre pianificare in una prospettiva quinquennale gli obiettivi di rafforzamento progressivo, attraverso una attenta analisi e conoscenza dei conti societari, con una particolare attenzione verso il settore giovanile sia quale momento educativo e di formazione per i bambini/ragazzi, sia quale momento di selezione per la futura attività agonistica. A questo occorre affiancare una altrettanto necessaria e qualificata compagine dirigenziale che si basi su adeguati profili». Secondo Piccoli «manca una visione di lungo respiro che possa portare entusiasmo intorno alla società e imbarcare nuove forze economiche e gestionali». L’ex consigliere precisa di non scendere «dalla barca che affonda, anzi vorrei ancora combattere, ma non posso associarmi a una “retrocessione programmata”. Si può retrocedere, ma con dignità e dopo aver combattuto con tutte le forze». E ancora: «La partecipazione ad un direttivo si giustifica nella misura in cui ognuno apporta qualcosa di utile; se le decisioni, a maggior ragione quelle più importanti come quelle tecniche, non vengono neppure discusse in seno al direttivo, continuare a farne parte non è più accettabile. Sono ben consapevole che altri e più seri sono i problemi per la società, anche in considerazione delle defezioni di più preparate e qualificate personalità che sono state perse a tutto danno del Cecina (come Alberto Lazzerini o Daniele Gianfaldoni o l’avv. Simone Rossi) e ora, come ciliegina, anche il non condiviso, in tutti i sensi sia nel merito che nelle modalità di decisione, esonero di Antonio Brontolone. Oggi cessa il mio impegno di consigliere, ma non finisce quello di associato dello Sporting Cecina 1929 e ancor meno di tifoso».



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