Sicurezza
Il numero 8 di Biancani capitano e trascinatore «Ora mi sento cecinese»
Play classe ’84, è già pronto per la nuova stagione «Mi aspetto impegno e voglia da parte di tutti, vecchi e nuovi Dobbiamo lottare e basta»
CECINA. Affezionato per scelta e non per forza alla maglia rossoblù numero 8, Giuliano Biancani è pronto. Il capitano del Basket Cecina, classe 1984, è un irregolare positivo: play di professione, cestista per passione e salvezza da strappare nel campionato di serie B come missione. Per lui la casacca è un tatuaggio, come quelli incisi sulle braccia così di moda nello sport sempre più fisico, tattico e mediatico del Duemila. «Mi aspetto – racconta – impegno e voglia da parte di tutti, senatori e nuovi arrivati. E sostegno dei tifosi. Ne avremo bisogno, perché i risultati li vedremo, come nella stagione passata, da marzo in poi. In palestra dovremo lavorare parecchio».
A guidare la squadra sarà ancora Gianni Montemurro, pilota capace di governare turbolenze e turbolenti in volo senza perdere la bussola e nemmeno la rotta. La preparazione inizierà mercoledì 22 agosto, un mese prima del memorial dedicato a Mirco Pellegrini. «Il numero? L’ho ereditato da Valerio Fraschetti. Prima avevo il 10 o il 16, ma con quelli mi sono infortunato. E allora, cambio. Sì, ormai sono cecinese d’adozione: sono cresciuto a Ponsacco, ma vivo qui da anni e al Basket Cecina sono rimasto volentieri. Non per soldi: la società è una famiglia allargata, in cui ci sono rapporti diretti con il presidente Elio Parietti e il direttore generale Paolo Elmi. Certo, a volte si discute. Il confronto è però sano e sempre costruttivo. Un messaggio personale? Lottiamo e basta, senza pensare ad altro».
Domenica pomeriggio, a Marina, c’è stata la presentazione ufficiale. I dirigenti hanno scommesso sul nucleo storico e cambiato poco, perché le basi sono solide, l’esperienza non manca e dal settore giovanile sono entrati nel giro alcuni giovani. I bilanci sono sacri a tutte le latitudini ed evitare spese folli è la regola. «Dei nuovi ho sentito parlare bene, ma ancora non li ho conosciuti. Ascoltandoli, mi sono sembrati convinti del progetto e delle prospettive. Puntiamo alla salvezza e poi all’ingresso nella griglia playoff con le migliori otto. Avranno l’opportunità di giocare in serie B indossando la casacca di una società blasonata e organizzata bene. Dovranno sacrificarsi, questo sì».
Biancani, trascinatore e realizzatore, giocherebbe «pure sotto al canestro, se ci fosse bisogno». Parole sue. Che, in una frase, racchiudono la sua filosofia di vita applicata in campo: fino all’ultimo secondo, si attacca e si difende, senza storie. Andrea Bianco, nato nel 2000 e arrivato dal Don Bosco Livorno, e Marco Mennella (‘99), prelevato da Salerno, hanno capito al volo. Non c’è un minuto da perdere: calendario sott’occhio, ci sono già scadenze da rispettare. —
MICHELE FALORNI .
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