Lutto
L’Atletico Etruria passa a Donoratico amaranto ai playout
La formazione di Mirko Tinucci cede 2-0 al Bagicalupo Ora se la vedrà negli spareggi quasi sicuramente col Picchi
DONORATICO. Il pareggio del Picchi a Cecina regala gli spareggi per non retrocedere al Donoratico, evitando agli amaranto di giocarsi tutto nell’ultima gara a Galluzzo, ma che sofferenza!
Un Donoratico apatico, arruffone e poco determinato regala la vittoria all’Atletico Etruria, salutando nel peggiore dei modi il suo pubblico. Un 2 a 0 maturato in virtù di un gol nel primo tempo di Tantone e di una ripresa giocata in inferiorità numerica per l’espulsione (giusta) di Grassi e per un gol in netto fuorigioco concesso dall’arbitro agli ospiti in finale di gara.
Ma c’è poco da recriminare, il Donoratico ieri non è praticamente pervenuto, un brutto segnale in vista dello spareggio che con ogni probabilità si giocherà sul campo dell’Armando Picchi in un derby fratricida che sancirà la squadra che resterà in Promozione e quella che, invece, scenderà nell’inferno della prima categoria.
Possiamo segnalare, in questa partita brutta e dalle pochissime emozioni un episodio curioso: l’arbitro aveva concesso un calcio di rigore al Donoratico sull’1 a 0 per un fallo proprio sulla riga dell’area su Mimini.
Anche senza il Var, curiosamente, il suo assistente lo ha fatto revocare sostenendo che il fallo era fuori area. Questione di centimetri, però strano che in queste categorie si cambino giudizi arbitrali su segnalazioni dei guardalinee.
Francamente poco sarebbe cambiato dal punto di vista della situazione di classifica. Il penalty trasformato, però, poteva cambiare l’esito della gara.
Rispetto alla partita contro il Fratres Perignano e domenica scorsa con il Fontblanda, però, la squadra di Mirlo Tinucci ha avuto una preoccupante involuzione caratteriale, senza grinta e determinazione la permanenza in categoria resta una chimera, bisognerà cambiare atteggiamento se si vuole sperare nella salvezza. La speranza è ancora viva, ma per mantenere una categoria come la Promozione servirà ben altro.
Giorgio Creatini
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