Sicurezza
Una crisi che condanna ai playout
La sconfitta a Livorno inguaia gli amaranto, che però non demordono
DONORATICO. E adesso? Salvezza diretta sfumata definitivamente, quart’ultimo posto a 7 punti di distanza, condizione psicologica sotto i tacchi. Si fa davvero durissima per il Donoratico. La sconfitta di Livorno contro il Picchi amplifica, complici anche gli altri risultati della giornata, la crisi degli amaranto che non riescono più ad esprimersi all’altezza della situazione. Contro i cugini labronici come sempre non è mancato l’impegno, ma la tranquillità quella sì, basta un pallone in area per creare lo scompiglio e generare insicurezza, segno evidente di una condizione mentale difficile e che i giovani giocatori di mister Tinucci sentono pesare come un macigno per la loro condizione di classifica. C’è poco da recriminare sul risultato, anche se Giorgi aveva pareggiato ad un quarto d’ora dalla fine il gol di Cacciò, la partita l’ha sempre fatta il Picchi che alla fine ha giustamente conquistato i tre punti grazie alla rete all’80° di Ghelardi sull’ennesimo pallone buttato in area sul quale si è avventato di testa spiazzando la retroguardia ospite. A dire il vero, visto i risultati delle formazioni davanti a Carducci e compagni, anche il pareggio sarebbe stato un risultato poco utile perché recuperare il gap di distanza dall’Atletico Etruria appare quasi impossibile non tanto per la matematica ma perché la formazione pisana ha fatto, udite, udite, 16 punti nelle ultime 6 partite, una media Promozione inavvicinabile dal Donoratico di questo periodo. Rassegnarsi quindi ad uno spareggio ad handicap concedendo due risultati su tre all’avversario? Questo no, finché c’è anche una minima possibilità questa va cavalcata, il calendario non aiuta, ci sono nelle quattro gare che attendono gli amaranto avversari tutti con forti motivazioni, lo stesso Fonteblanda che non è ancora matematicamente retrocesso potrebbe sperare di far le scarpe a San Quirico o addirittura allo stesso Donoratico, quindi saranno tutte battaglie all’arma bianca, ma la speranza è l’ultima a morire. (g. c.)
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