Sicurezza
Due titoli italiani per lo strongman Gianmarco Bollaro
CASTELLINA. No, questo non è uno sport per tutti. Tradotto dall’inglese, strongman significa uomo forte. Due parole che racchiudono prove di coraggio e filosofie di vita, che Gianmarco Bollaro ha...
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CASTELLINA. No, questo non è uno sport per tutti. Tradotto dall’inglese, strongman significa uomo forte. Due parole che racchiudono prove di coraggio e filosofie di vita, che Gianmarco Bollaro ha sposato conquistando per due volte consecutive il titolo di campione italiano nella categoria 90 chili. Nei giorni scorsi, a Vicopisano, ha alzato al cielo la coppa, dimostrandosi il più preparato di tutti. Dalle Badie, la frazione del comune di Castellina dove vive, ha scelto il culto della forza per affermarsi, partecipando alle gare dove ha vinto contro avversari tosti. Bollaro spiega che il campionato di quest’anno era composto da sei tappe sparse in giro per l’Italia. A lui sono bastati due successi, a Milano e a Pontedera, per qualificarsi alla finale, dove accedono i primi dieci piazzati. Essere strongman significa misurarsi con cinque delle 15 tremende prove previste dal regolamento. Per esempio: una camminata “indossando” la carrozzeria di una vecchia Fiat 500, trascinare un camioncino, sollevare pesi con la testa, saltellare in compagnia di un bilanciere, spostare pesanti pietre. Non proprio un esercizio semplice. «Vorrei salire di categoria – dice – e competere sotto i 105 chilogrammi. Sono alto 1 metro e 86 e fuori gara peso circa un quintale, sarebbe il modo migliore per distribuire lo sforzo. Ho conosciuto questa disciplina a 18 anni navigando su internet, perché ne sono sempre stato appassionato. Mi alleno alla palestra B-Well diretta da Massimo Trotta, a Palazzi, con manubri e altri attrezzi. Da gennaio inizierò un corso mio, visto che sono istruttore e posso insegnare». L’anno scorso, quando conquistò il primo titolo, si qualificò per gli Europei a Birmingham e poi volò negli Usa per i mondiali. La mattina lavora al mercato e nel pomeriggio si allena. «Consiglio quest’attività perché scarica i nervi e rilassa la mente», chiude.
Michele Falorni
Michele Falorni
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