Il Tirreno

Quando corse e velocità sono affare di famiglia

Quando corse e velocità sono affare di famiglia

Leonardo Spadazzi e suo papà Gianluca corrono insieme nelle gare in moto Il 17enne di Cecina ha dominato il campionato italiano velocità in salita

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CECINA. Il destino è come una strada. Possiamo trovare curve pericolose, ostacoli, spesso dobbiamo affrontare salite che sembrano infinite. Quella strada, però, prima o poi ci porta dritto incontro al nostro futuro. Alle nostre passioni. E proprio su una strada piena di curve e in salita Leonardo Spadazzi, pilota classe 2001, ha capito che la sua voglia di correre veloce è la stessa del padre Gianluca Spadazzi, ex campione italiano velocità fuoristrada. Il destino, appunto, forse è in quel cognome: tutti lo abbreviano nel modo più logico per chi ha la passione per i motori: “Speedy”. Veloce.

Leonardo e Gianluca, che vivono a Palazzi, oltre ad essere padre e figlio, sono due grandi appassionati di motori. E alla fine si sono ritrovati, fianco a fianco, a correre insieme. E Leonardo, dopo aver giocato a calcio e basket, alla fine ha seguito la passione del padre. Salendo in moto e vincendo subito. «A 6 anni ho provato per la prima volta una minimoto, mi piaceva ma alla fine avevo molti amici che giocavano a basket e l’idea di correre è passata – racconta Leonardo –. Così, dopo una parentesi con il calcio, ho giocato nel basket Cecina per 7 anni». Contro il destino e il dna fatto di gas e motori, però, non ci si può opporre. Il padre Gianluca, che dopo una bella carriera con i fuoristrada, culminata nel 2001 con il titolo italiano, aveva chiuso con le gare nel 2005 decine di riprendere a correre. Ma con le moto.

«Ho cambiato lavoro e fino al 2015 non ho fatto nessuna gara – racconta il padre Gianluca –. Poi ho preso un Aprilia Rs 125 per tornare a fare qualche corsa, ma alla fine mi trovavo bene con la “vecchia”Honda Vf 400 con la quale ho partecipato alla corsa in salita Saline – Volterra». È l’ottobre 2016 e a quella corsa va, come tifoso del padre, anche Leonardo. E c’è quell’Aprilia che sembra aspettare solo lui. «Io non l’ho mai forzato a correre, anzi, forse preferivo facesse qualche altro sport – confessa Gianluca Spadazzi –. Alla fine, però, l’idea di partecipare ad una gara con mio figlio mi piaceva. E vedevo che anche lui non vedeva l’ora di salire in sella».

Il problema, però, è semplice. Leonardo ha sì il patentino per guidare uno scooter. Ma l’Aprilia 125 è un’altra cosa. E in strada il ragazzo non potrebbe neppure salirci in sella. I due, allora, fanno qualche prova nella zona industriale di Palazzi. «Praticamente ho guidato per pochi metri avanti e indietro schivando qualche tombino per provare le curve». Dice il 17enne cecinese. La voglia di correre, però, è tanta. Così i due si iscrivono alla prima gara del campionato italiano velocità in salita. E Leonardo, con qualche schivata di tombino, si piazza al quinto posto nella gara di regolarità su 150 iscritti. Padre e figlio “Speedy” ci prendono gusto e decidono di partecipare a tutte le tappe del campionato. Leonardo è in assoluto il più giovane, tanto che corre con una deroga al regolamento. Ma si dimostra il più bravo di tutti e alla fine, poche settimane fa in provincia di Arezzo, a sorpresa vince il titolo tricolore.

«No, in realtà non c’è stato un lieto fine – racconta Leonardo –. Proprio nella tappa finale il punteggio finale è stato dimezzato. Un cavillo nel regolamento che mi ha fatto finire al quarto posto. Anche se sentivo e sento ancora ora di aver meritato quel titolo italiano. Una delusione? Può darsi, ma l’ambiente mi piace e sono sicuro che questo mi darà ancora la voglia di migliorarmi». Anche con i consigli di babbo Gianluca. Presente ma mai asfissiante. Due tipi “Speedy”, veloci, che si toglieranno ancora tante soddisfazioni in sella.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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di Redazione web