Sicurezza
Subito maglia rosa poi la cavalcata finale
L’impresa di Riccardo Cavallini vissuta tappa dopo tappa. Il duello con Conti poi il tricolore dell’atleta bolgherese
DONORATICO. Il rosa è un colore tenue che ovatta i sogni e li rende speciali. E’ il colore di tutti i sentimenti che partono dal cuore e che si esprimono senza drammi, con grazia e bellezza. E’ anche il simbolo di una maglia vincente nel ciclismo, quella del Giro d’italia e quella che vi vogliamo raccontare è una storia bella ed entusiasmante che vive nel sogno di quella maglia, ma non del dorato mondo dei prof, ma in quello più silenzioso e soffuso dell’handbike dove lo sport e la disabilità offrono una sfida oltre i limiti.
Il protagonista è il neo vincitore della categoria MH1 Riccardo Cavallini, l’atleta Bolgherese che si aggiunge di diritto ai grandissimi nomi dello sport CASTAGnetano che hanno portato in alto il nome della nostra zona in giro per l’Italia. Al suo secondo giro (lo scorso anno conquistò un onorevole 3° posto) le aspettative di Riccardo erano quelle di migliorarsi, ma mai avrebbe creduto che fosse possibile riuscire in un impresa del genere. Un impresa conquistata con tanto sacrificio e sudore, con allenamenti intensi e pericolosi con una forza di volontà fuori dal comune e con i continui stimoli del suo allenatore Francesco Chiappero (che segue anche Alex Zanardi). 7 tappe diluite da marzo a ottobre dove devi farti trovare sempre pronto se vuoi essere competitivo. Il 26 marzo a Magenta (MI) la prima tappa, un circuito velocissimo al centro della città, la tensione si taglia con il coltello tra gli 80 partecipanti, ma le sensazioni per Riccardo sono buone e dopo una avvio di studio passa decisamente al comando della sua classe, resiste agli attacchi e chiude da trionfatore indossando per la prima volta la maglia rosa. Una vittoria inaspettata e per questo ancor più bella. In attesa della seconda tappa, Riccardo per mantenere la gamba partecipa ad un gran premio a Marina di Massa, in quell’occasione ingaggia un serrato duello con il campione del Mondo olimpico svizzero ma quando in vantaggio tenta di guadagnare ancora, una curva pericolosa viene affrontata troppo velocemente e la sua “carrozzina” cappotta.
La diagnosi è impietosa uscita della capsula articolare del gomito, serve l’operazione. Il mondo cade addosso a Riccardo, il suo sogno rosa rischia di svanire proprio all’inizio, Per fortuna la seconda tappa, quella di Tirano (SN) è lontana (18 giugno) e con grande forza di volontà riesce ad iscriversi anche se non al meglio. Riccardo si difende come un leone, ma la maglia gli sfugge di dosso pur se per pochi punti. A Roccaraso in provincia dell’Aquila, il sole di luglio batte forte. Un caldo torrido accompagna gli handbickers. Un duello serrato con Andrea Conti che alla fine lo batterà sul traguardo conservando la maglia rosa. A Busto Arsizio però a settembre, l’attacco deciso di Riccardo Cavallini è vincente e la pink schirt è di nuovo sulle sue spalle. Il capolavoro arriva però a Cologno, nel Bresciano. Una gara bellissima ed incerta fino alla fine fatta di sorpassi e controsorpassi. Conti parte forte e al primo giro a 1,30 di vantaggio sul Toscano. Riccardo però c’è; lotta e sbuffa ma recupera fino a sorpassare il rivale ed infliggergli alla fine 1,40 di distacco. A Desio in Brianza galvanizzato dalla super prova di quindici giorni prima Cavallini trionfa e aumenta il vantaggio sui rivali fino all'apoteosi di Verona dove con intelligenza controlla la gara, giunge terzo e conquista la maglia per un trionfo festeggiato anche dall'assessore allo sport Katia Mottola in Veneto per omaggiare Riccardo. I 200 palloncini rosa che si librano nel cielo della la città scaligera sono tutti per lui. Bravo Riccardo, una sfida davvero vinta oltre i limiti.
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