Bigazzi riparte dalla Versilia con mister Pagliuca
Il cecinese, dopo la B e la Lega Pro, si è ripreso da un brutto infortunio e ricomincia da Forte dei Marmi
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CECINA. Per Mirko Bigazzi sono giorni bellissimi. Oggi, a Pisa, legherà di nuovo le scarpe a tacchetti e correrà sull’erba di un campo periferico insieme ai compagni del Real Forte dei Marmi Querceta. Ad attenderlo ci sono la Coppa Italia e il campionato di serie D, due anni dopo l’infortunio al ginocchio destro, il dolore, le lacrime e l’operazione. Per fortuna, il calcio vive di presente. Il passato non conta più, è sepolto. Il protagonista di questa storia è pronto ad aggiornare l’albo d’oro con l’impegno e la voglia di salire con la squadra al vertice della categoria. «Non vedo l’ora di ricominciare – racconta – perché mi manca l’ambiente. Ho lo spirito di un guerriero: mi piacciono le sfide e, per questo, spenderò ogni risorsa per centrare l’obiettivo. E’ l’occasione che aspettavo».
In panchina, troverà mister Guido Pagliuca e Luca Brunetti. Cecinesi come lui. Senza dimenticare il difensore Leonardo Zoppi. Tutti, in anni diversi, hanno indossato la casacca rossoblù, giocando e allenando al “Loris Rossetti”. Un segno di distinzione, un tatuaggio. Che li ha accompagnati in giro per l’Italia (e anche per l’Europa) alla ricerca di esperienze e soddisfazioni. Un passo indietro. Bigazzi vince il campionato di serie B con il Livorno nel 2013-14. Festeggia e parte per il Portogallo, dove nel 2014-15 gioca in A. Complimenti. Nell’estate di due anni fa, al rientro in Italia, iniziano i guai. Con la casacca della Torres (2015-16) salta il ginocchio sinistro: stagione finita. Nel 2016-17, con la Pro Patria, cede il destro. Una maledizione, avvenuta per circostanze pazzesche sempre alla prima di torneo e sempre sullo stesso campo in Lombardia. Molti, al posto suo, avrebbero pianto e smesso, imprecando contro il destino crudele e vigliacco. Lui no. Un indizio che ne svela il carattere. Mirko scrive un altro capitolo della carriera. E siccome è umile e ha sofferto, non si dimentica di chi ha creduto in lui e lo ha sostenuto. «Dico grazie al professor Lamberto Felli che mi ha operato a Genova, a Pagliuca e Brunetti, al mio procuratore Saverio Dal Canto, al preparatore atletico Marco Tamburini e al centro Fisiomed Lascialfari dove mi sono curato». Di professione esterno, Bigazzi promette che verserà contributi determinanti alla causa, eseguendo gli ordini tattici del sergente Pagliuca e aiutando i compagni di reparto “per disputare una stagione di vertice”. Da settimane, Mirko si allena seguendo la tabella dello staff tecnico. Non ha perso un secondo, correndo sulla spiaggia e sognando il cambio di passo in fascia, sfiorando l’erba prima di tirare. «Voglio ritrovare la migliore forma fisica e giocare almeno altri sei anni. Ho l’entusiasmo di un ragazzino che frequenta la scuola calcio». Domenica, amichevole contro l’Empoli.
Michele Falorni
In panchina, troverà mister Guido Pagliuca e Luca Brunetti. Cecinesi come lui. Senza dimenticare il difensore Leonardo Zoppi. Tutti, in anni diversi, hanno indossato la casacca rossoblù, giocando e allenando al “Loris Rossetti”. Un segno di distinzione, un tatuaggio. Che li ha accompagnati in giro per l’Italia (e anche per l’Europa) alla ricerca di esperienze e soddisfazioni. Un passo indietro. Bigazzi vince il campionato di serie B con il Livorno nel 2013-14. Festeggia e parte per il Portogallo, dove nel 2014-15 gioca in A. Complimenti. Nell’estate di due anni fa, al rientro in Italia, iniziano i guai. Con la casacca della Torres (2015-16) salta il ginocchio sinistro: stagione finita. Nel 2016-17, con la Pro Patria, cede il destro. Una maledizione, avvenuta per circostanze pazzesche sempre alla prima di torneo e sempre sullo stesso campo in Lombardia. Molti, al posto suo, avrebbero pianto e smesso, imprecando contro il destino crudele e vigliacco. Lui no. Un indizio che ne svela il carattere. Mirko scrive un altro capitolo della carriera. E siccome è umile e ha sofferto, non si dimentica di chi ha creduto in lui e lo ha sostenuto. «Dico grazie al professor Lamberto Felli che mi ha operato a Genova, a Pagliuca e Brunetti, al mio procuratore Saverio Dal Canto, al preparatore atletico Marco Tamburini e al centro Fisiomed Lascialfari dove mi sono curato». Di professione esterno, Bigazzi promette che verserà contributi determinanti alla causa, eseguendo gli ordini tattici del sergente Pagliuca e aiutando i compagni di reparto “per disputare una stagione di vertice”. Da settimane, Mirko si allena seguendo la tabella dello staff tecnico. Non ha perso un secondo, correndo sulla spiaggia e sognando il cambio di passo in fascia, sfiorando l’erba prima di tirare. «Voglio ritrovare la migliore forma fisica e giocare almeno altri sei anni. Ho l’entusiasmo di un ragazzino che frequenta la scuola calcio». Domenica, amichevole contro l’Empoli.
Michele Falorni
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