Il Tirreno

Il diesse del Bibbona lascia dopo 4 anni «Manca il gruppo» 

Il diesse del Bibbona lascia dopo 4 anni «Manca il gruppo» 

Francesco D’Amore scrive al presidente Buzzichelli «È stata una bella esperienza, ma è impossibile continuare» 

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BIBBONA. Un addio sofferto, quello di Francesco D'Amore, direttore sportivo del Bibbona calcio di Prima Categoria, che indirizza la sua lettera di dimissioni al presidente Lorenzo Buzzichelli in carica fino al 30 giugno. «Sono stati quattro anni stupendi - scrive il diesse - eravamo sprofondati in Terza categoria e non ci ha fatto paura niente e nessuno, nemmeno la cattiveria e la stupidità di alcune persone del posto che sanno e sapevano solo criticare il nostro operato calcistico... Noi tutti, uniti, siamo andati avanti e ci siamo rialzati fino ad arrivare in Prima categoria, facendo gloria sia al gruppo che a questo piccolo paese. Ora però, caro presidente, formalizzo a te come è giusto che sia le mie dimissioni dal consiglio e dai ruoli che ricopro all'interno dello stesso perché è impossibile continuare ad essere soli e gestire un gruppo in maniera così difficoltosa, dove ognuno guarda al proprio interesse e alle proprie necessità non tenendo conto minimamente dell'operato degli altri e dell'impegno che ci viene messo, da me in prima persona, purché le cose vengano fatte in maniera decente.

«Credimi, e penso tu non possa dire il contrario - prosegue D’Amore - ci ho messo tutto l'impegno possibile ed immaginabile che ci deve mettere una persona che come me vuole le cose fatte per bene. Ho sottratto tanto tempo prezioso alla mia compagna, che mi è sempre stata vicina in tutte le vicissitudini e qui veramente con il nodo alla gola voglio farle un ringraziamento speciale perché non mi ha fatto mai pesare niente, anzi. Non rimpiango assolutamente l'impegno economico, come del resto alcuni di noi hanno avuto in questi anni, però credimi caro presidente che per andare avanti ci vuole un grande gruppo e le vittorie si costruiscono dal magazziniere fino ad arrivare a te, non serve una carica solo per vetrina oppure per facciata pubblica, io non ho bisogno di tutto ciò. Lo facevo per sport, per questa piccola comunità e anche per un amico come Gianni che mi ci ha trascinato dentro e io penso di averlo ripagato per la fiducia che mi ha sempre dimostrato. Ho portato tante persone a darci una mano e questo vuol dire lavorare e farsi voler bene dalle persone. Infine voglio ringraziare Claudio per il ruolo che con molta fatica ha svolto egregiamente, Mariano senza il quale non sarebbe stato possibile realizzare tutti gli eventi sia al campo che nella zona fieristica, Nedo sempre al mio fianco come collaboratore per organizzare e condividere con i suoi preziosi consigli i vari eventi. Scusate se mi dimentico di nominare qualcuno perché comunque siete stati tutti importanti, comprese le donne che ci hanno seguito e supportato in questi 4 anni (Marcella, Vanna, Antonella, Loriana, Rita)».



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