Attenzione
Judo Rosignano qualificato agli italiani
Quattro atleti di Marco Tarchi domani e domenica alle prove di Riccione
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ROSIGNANO. Non tutti i giorni sono uguali, nemmeno negli sport di squadra. Al Judo Rosignano sono abituati alla disciplina e al sacrificio, perché per vincere non bastano tecnica e tattica, ma servono impegno e costanza. I ragazzi allenati dal maestro Marco Tarchi hanno centrato più di un obiettivo, chiudendo in bacheca coppe e medaglie. Il risultato più prestigioso è la qualificazione agli italiani di Riccione, in programma domani, sabato 3, e domenica 4, di quattro portacolori. Una soddisfazione enorme, che ricompensa il gruppo per il lavoro svolto in questi mesi. Un passo alla volta. La società, sostenuta dallo sponsor agenzia Punto Casa di Riccardo Fargion, ha presentato sul tatami – il quadrato di combattimento – sei atleti di due categorie diverse, preparati e pronti a dare la svolta alla stagione agonistica. Matteo Meini, tra i “Ragazzi”, a Novi Ligure ha partecipato a un torneo internazionale tra i più conosciuti d’Italia, conquistando il secondo posto dopo avere battuto tre quotati avversari. In finale si è arreso soltanto al verdetto dei giudici, discutibile per una parte degli addetti ai lavori. Meini, che nel corso del tempo è cresciuto dal punto di vista tecnico, avrà occasione di riscattarsi. Nello stesso pomeriggio, a Bagno a Ripoli, si sono svolte le qualificazioni per gli italiani dei “Cadetti”, dove il maestro ha schierato cinque suoi tesserati. Quattro di questi – un colpo – hanno strappato il biglietto per le finali nazionali di sabato 3 e domenica 4 a Riccione. Il risultato, per la palestra di Rosignano, è eccezionale, in quanto il gruppo è al primo anno in categoria. Dove si contendono le medaglie i nati dal 2000 al 2002. Andiamo per ordine: Camilla Tarchi (2002, 63 kg) è salita sul gradino più alto del podio, così come Matteo Spadini (2002, 46 kg), Tommaso Biondi (2002) e Gabriele Bertozzi (2001) terzi a pari merito nei 60 kg a completare il quadro dei quattro finalisti. Il bravissimo Matteo Vitale (2002), atleta di spessore che negli ultimi mesi ha soddisfatto se stesso e il maestro mettendosi in mostra al campionato europeo, ha pagato la stanchezza accumulata cadendo in errore quando era in vantaggio, rimanendo lontano dal podio. Nonostante questo, ha dimostrato di competere alla pari, grazie al proprio bagaglio di conoscenza. Il gruppo è tornato in palestra e segue la tabella di marcia. Ad attenderlo, in Romagna, l’impegno che vale una stagione. (m.f.)
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