Il lutto
arti marziali miste
Enrica, un sinistro d’acciaio che ha steso la Grousson
CECINA. Sorridente e garbata, Enrica Tamburini non è soltanto appassionata di libri gialli e musica. E’ campionessa di K-1, arte marziale che sul ring somma i pugni ai calci. In cambio, chiede...
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CECINA. Sorridente e garbata, Enrica Tamburini non è soltanto appassionata di libri gialli e musica. E’ campionessa di K-1, arte marziale che sul ring somma i pugni ai calci. In cambio, chiede disciplina e rispetto dell’avversaria, tecnica e tattica. E soprattutto coraggio. Classe 1983, allieva del maestro Roberto Geri e della sua Bushido Kai, si allena ogni giorno per tre ore, riposandosi il sabato. Quando, con le amiche, trascorre la sera a conversare o in discoteca. Lontana, però, dagli alcolici e dal fumo. In onore e per esclusivo conto dello stile di vita che ha scelto: sano. Se il suo allenatore l’ha battezzata Black Mamba, il serpente dal morso letale, un motivo ci sarà. Eccolo svelato: il montante sinistro che nei giorni scorsi ha steso Aline Grousson, atleta francese battuta all’inizio della seconda ripresa nell’incontro internazionale al PalaMirafiori di Torino. Un “Prestige Fight” classe B, ossia aperto alla categoria delle semiprofessioniste di peso 60 chili senza titolo in palio. A organizzarlo, con tre riprese da tre minuti l’una, la Top Kombat Confederation. A Enrica ne sono serviti meno di cinque per chiudere la transalpina all’angolo, martellarla con sequenze precise e chiudere per k.o. “Sono figlia d’arte – racconta divertita – perché mia madre e mia sorella Elena praticavano il karate. Le ho seguite fino alla cintura nera terzo dan, poi ho sentito la scarica di adrenalina spingermi da un’altra parte”. Verso il K-1, dove ha conquistato ben due volte il titolo di vicecampionessa del mondo World Open. Il percorso agonistico conferma che, nazionale compresa, le capacità non mancano: 15 combattimenti in tutto, divisi in dieci vittorie, un pari e quattro sconfitte dal 10 maggio 2015 a oggi, tra Top Kombat e Fight One, le due federazioni che promuovono gli eventi. Salire sul quadrato e rimbalzare tra le corde significa dominare la paura. “E’ una sensazione umana, ma basta non averne abbastanza da costringerti a un passo indietro. Sì, come tutte ho un sogno: l’Oktagon del 2018 a Milano, appuntamento al quale partecipano atlete fortissime. Per questo mi alleno tre ore ogni pomeriggio, curando la parte atletica, la tecnica e la potenza con Roberto. Il sabato, riposo. Oltre il sacco, i guantoni e le ore trascorse a studiare e studiarsi esiste un’altra vita. Tamburini è agente immobiliare e ama la lettura. “I gialli di Donato Carrisi e Maurizio De Giovanni, la musica di Radio Deejay, la compagnia delle mie amiche per essere felice e in pace con me stessa”. Meno di due mesi e si ricomincia: ad attenderla, forse in Svizzera, un’avversaria di classe A, ovvero professionista.
Michele Falorni
Michele Falorni
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