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Amarezza Bruni: «Il mio un arrivederci»

Amarezza Bruni: «Il mio un arrivederci»

Il cestista parla del suo trasferimento a Piacenza: «È successo tutto in 24 ore». Il legame con la città resta forte

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CECINA. La partenza del capitano e bandiera della squadra Giovanni Bruni che si è accasato alla Bakery Piacenza, ha rappresentato un nuovo terremoto per la società di via Toscana. «Si è deciso tutto nel giro di un giorno. Dopo aver ricevuto già proposte durante il mercato (Cento quella più significativa), è arrivata la chiamata di Piacenza. Sia io che la società ci siamo trovati davanti a un richiesta di una squadra blasonata e in corsa per obiettivi importanti e, in sintonia, abbiamo condiviso questa decisione».

Il trasferimento è avvenuto proprio nelle ore seguenti all'ultima sconfitta, quella con la Sangiorgese, nella quale non sono mancati nervosismi: «E' stata una partita scioccante. Ancora una volta ci siamo trovati a perdere dopo aver avuto la gara in pugno In situazioni del genere è normale che possano esserci dei nervosismi che fanno parte dello sport». L'addio di Bruni non ha lasciato indifferenti i tifosi, ma per l'ormai ex capitano non si tratta di un vero addio: «Ci tengo a sottolineare che il mio è un arrivederci. Ho famiglia a Cecina e da quando avevo 18 anni indosso questa maglia, pertanto non posso che essere riconoscente a tutti. Ci tengo a ringraziare i due gruppi di tifosi della Vecchia Guardia Rossoblù e i Guastatori per l'enorme supporto dato».

Che Basket Cecina lascia Bruni?

«Con la mia partenza, la squadra adesso ha bisogno di compattarsi e di trovare un nuovo equilibrio. Per perseguire l'obiettivo salvezza serve unione ed è questa la strada che si deve percorrere».

Come è stata la convivenza con Montemurro?

«Il rapporto si è chiuso nel migliore dei modi. Al suo ritorno ho trovato una persona cambiata, così come lui ha trovato un ragazzo diventato ormai uomo. Ci siamo confrontati in modo molto maturo e anche lui ha condiviso la mia scelta».

E se con la Sangiorgese fosse arrivata una vittoria, Bruni sarebbe comunque partito?

«Questo non lo saprei dire. E' stata una decisione presa in poche ore ed è difficile dire se avrei agito diversamente. Dopo una vittoria, forse, avrebbe avuto più senso, ma si è presentata questa ghiotta opportunità e alla mia età non ho potuto rifiutare».

Cosa lascia Cecina a Bruni e viceversa?

«Cecina mi ha formato come giocatore e come uomo e in questi anni ho sempre cercato di insegnare ai più giovani quello che io ho imparato nella mia lunga permanenza in rossoblù. Spero di esser riuscito soprattutto a trasmettere che il talento non basta e che i risultati si ottengono solo col sacrificio».

Michele Amadori

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