Italia
Addio a Guglielmo a Cecina cominciò la carriera di coach
Lo ricordano i personaggi del rugby rossoblù di allora Il presidente Andrei: «Come motivatore era il massimo»
CECINA. Il dolore per la scomparsa di Guglielmo Prima ha colpito anche il mondo cecinese della palla ovale. Prima si è spento nella sua Livorno nella notte di mercoledì dopo una malattia micidiale durata pochi mesi ma che non l'ha visto arrendersi mai. Finché le residue forze lo hanno sorretto ha rivestito nel Rugby Livorno la mansione di senior coach, una sorta di supervisore tecnico. Guglielmo Prima ha calcato all'inizio i campi da giocatore e nel 1960, a diciott'anni, faceva già parte della nazionale Under 19. Ha vestito anche la maglia rossoblù diventando poi del Rugby Cecina allenatore. E lo è stato dal 1972 al 1977. Nell'ultimo anno di panchina, come ricorda il suo pilone di quei tempi Luciano Gattoronchero, non esitò a cambiarsi per entrare in campo a Firenze nella partita contro l'Avis gigliato in cui gli atleti ospiti erano contati.
«Quando arrivò eravamo una squadra di brocchi e in poco tempo ci portò in serie B. Con gli stessi giocatori, salvo qualche inserimento dal settore giovanile» dice ancora Gattoronchero. Al quale del suo allenatore è rimasta una memoria indelebile. «Era un grande» osserva Antonello Marconi, giovane mediano di mischia di allora, quando a presiedere il sodalizio cecinese c'era Flaviano Bruno. È proprio nella nostra città che il grande livornese ha iniziato la brillante carriera di tecnico, ottenendo nel quinquennio due promozioni in serie B e contribuendo in maniera determinante a far crescere il movimento rugbistico locale, dice Davide Zaimbri, altro componente di quel XV rossoblù e attuale allenatore nel vivaio nostrano. Per proseguire: «Gugliemo ha successivamente guidato il Cecina negli anni Ottanta, conseguendo una splendida promozione nella serie cadetta nel 1986». Quando presidente era Andrea Andrei, che ricorda: «Tecnicamente è stato il miglior allenatore, insieme a Roberto Gioia, che io abbia mai conosciuto nella mia esperienza più che decennale. Come persona, dal carattere spigoloso, ma molto leale, quindi siamo sempre andati d'accordo, perché è la lealtà che io cerco nelle persone. L'ho avuto a Cecina per due anni. Un altro grande pregio che gli ho sempre riconosciuto è stato quello di riuscire a tirar fuori tutto dalla squadra. Come motivatore era il massimo».
Guglielmo Prima ha inoltre allenato a lungo il Livorno conseguendo tre promozioni in serie A ed i Cavalieri di Prato (2000-2006) scelto dal presidente Bruni, dando esempio di professionalità e cultura sportiva. E conducendo la compagine pratese ai massimi livelli rugbistici. È arrivato pure ad allenare la nazionale italiana Under 21 (1997-1999) sempre con ottimi risultati. «Prima - sono ancora le parole di Zaimbri - è stato un condottiero, un grandissimo motivatore che ha forgiato il carattere di generazioni di rugbisti cecinesi come i fratelli Marconi, Sandro Giomi, Giuliano Bertoli, Paolo Barsotti, Leo Calvaresi, Cristiano Sturlini solo per citarne alcuni. La notizia della sua scomparsa ha destato una commozione molto grande in tutta l'Italia del rugby dove è stato apprezzato per il suo carattere sanguigno e per la sua competenza. A lui devono tanto anche decine di tecnici che si sono formati sotto le sue proverbiali esternazioni tipicamente livornesi e su questo ci si potrebbe scrivere un libro. Gianluca Guidi tecnico delle Zebre, Andrea De Rossi capitano della nazionale italiana, Paolo Grassi, il neozelandese Shaun Bell sono stati suoi giocatori. Guglielmo non ci ha lasciato, ci ha passato la palla».
Prima l'avevamo conosciuto al campo sportivo di Cecina. Tanti anni fa. Disponibile e competente. Caratterialmente eravamo allineati, per cui c'era intesa e proficua collaborazione. Ai suoi ragazzi predicava il rispetto delle regole, il sacrificio individuale. E puntualmente li otteneva. Addio Guglielmo, maestro di sport e di vita.
Fabrizio Cavallini
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