Gioco
Cecina e Bacci, divorzio e polemiche
Il capitano è svincolato e accusa: «Su di me balle. E lo stipendio non me lo dimezzo»
CECINA. Francesco Bacci non è più un giocatore del Cecina calcio. Dall'inizio della settimana, è sulle liste di svincolo e sul mercato. Sulla pagina Facebook dei tifosi rossoblù, i messaggi si sono moltiplicati appena la storia è divenuta pubblica. Il centrocampista e capitano, bandiera e non banderuola, è arrabbiato e racconta cosa è successo.
«Domenica, dopo la partita a Camaiore – dice – il direttore sportivo Fabio D'Ambrosio mi ha fatto una proposta: stipendio dimezzato perché la società deve comprare una punta. Io ho detto no. E così sono stato svincolato».
Bacci, cresciuto nel vivaio rossoblù, sbarcato in serie D dove nell'anno del fallimento conquistò la salvezza giocando gratis, è rientrato in via Puccini al momento in cui il nuovo sodalizio ha raggiunto la Seconda categoria, accompagnandola con impegno fino all'Eccellenza, conquistata a maggio. «Non mi nascondo – prosegue –, ma mi sembra un'operazione studiata a tavolino per farmi fuori. Come è possibile dire che non ho rapporti con la dirigenza e i miei compagni? Balle. Senza considerare che ho telefonato varie volte al presidente Massimo Gazzarri per spiegare e non mi ha mai risposto».
Francesco è amareggiato. Non se lo aspettava. «Ringrazio i tifosi, in quanto mi hanno espresso la loro solidarietà con tanti messaggi. E preciso che, quando a Seravezza ho preso tre giornate di squalifica, il sodalizio non ha presentato ricorso ed io ho pagato la multa rispettando il regolamento interno. Mi preme sottolinearlo per sgombrare il campo da ogni dubbio. Altre proposte? Ho ricevuto qualche telefonata, ma certi episodi spengono la voglia. Vedremo. Dico però che i dirigenti non vogliono bene al Cecina».
Intanto, su Facebook, la curva nord si schiera contro la decisione della società e difende il suo capitano con commenti al curaro.
Michele Falorni
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