Gioco
Rosignano esonera Di Bin al suo posto Mirko Tinucci
Biancoblù in crisi di risultati, la società spera in una scossa contro l’Albinia Arriva un ex che fece grande negli anni ’80 la squadra di Alberto Lazzerini
ROSIGNANO. La lunga catena dei ritorni al Rosignano consuma un altro capitolo. Ieri la società di via della Repubblica ha sciolto il legame con Riki Di Bin ed ha ingaggiato come tecnico della prima squadra Mirko Tinucci.
Il suo non è un nome e cognome qualsiasi, perché a chi ha a cuore le sorti biancoblù rievoca un momento magico. Da giocatore Mirko Tinucci un sabato sera di fine giugno 1985 a Santa Marinella, due passi da Civitavecchia, alzò al cielo la Coppa Italia Dilettanti, il massimo alloro nella storia del sodalizio nato nel 1922. Tinucci era il regista sopraffino, il leader di una squadra da favola diretta da Alberto Lazzerini che centrò un traguardo storico battendo i napoletani del Posillipo. Giocatore di livello professionistico per la qualità del suo bagaglio tecnico di mezzala, Mirko ha poi giocato in altre squadre ed ha quindi cominciato ad allenare. Prima alla Cerretese, dopo una breve parentesi proprio al Rosignano, successivamente un lungo girovagare con ultime tappe Cuoiopelli, Pro Livorno Sorgenti, ancora Cerretese.
Non ha detto di no alla chiamata del Rosignano, ambiente a cui è affezionato, maglia che ha appiccicata addosso perché con quella squadra costruita da Alberto Lazzerini e dal compianto Romano Bertoni - e di cui faceva parte anche suo fratello David, centravanti - sognò e fece sognare. Ora il compito da allenatore di risollevare un Rosignano ultimo in Promozione e che vuole risalire. Ci vorrà la sua carica per iniziare subito con un risultato positivo nello scontro diretto di Albinia per poter lavorare bene nella sosta di fine anno. Nella speranza che da qui a venerdì - chiusura del mercato - arrivino anche dei rinforzi.
Fabrizio Cavallini
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