La manifestazione
Amaranto, in campo è black out
La manita del Fonteblanda impone di ritrovare la quadra
DONORATICO. Figuraccia del Donoratico sul campo del Fonteblanda. Gara che si mette subito male per gli amaranto che dopo tre minuti sono già sotto; punizione dalla trequarti per i Maremmani con difesa immobile, portiere compreso, cosicché il bomber avversario poteva insaccare da due passi mettendo la palla dalla parte opposta di Sandri.
Un incidente, un incomprensione che ci poteva anche stare. Il Donoratico provava a reagire e si creava un’occasione ghiottissima con il giovane Fagiolini che però non trovava il pareggio. Premesse che promettevano una partita aperta ed equilibrata? No! Premesse sbagliate. Il Donoratico si gettava scriteriatamente in avanti in una sorta d’arrembaggio ma alla prima palla persa (Libardo),nessuno rimediava all’errore, e l’attaccante locale si involava verso la porta, scavalcando Sandri che in uscita bassa commetteva un chiaro fallo da rigore. 2 a 0 e partita compromessa. Ripartiva l’arrembaggio e si ripeteva la situazione precedente. 3 a 0 e adesso più che compromessa la partita era già chiusa e blindata. Il Donoratico spariva dal campo, non riusciva mai ad indirizzare un tiro nella specchio della parte e subiva il Fonteblanda che imperversava umiliando gli avverarsi con 5 gol. Da aggiungere anche l’evitabile espulsione di Faraoni che ha continuato a protestare inutilmente ed ingiustificatamente per un fischio contrario. Cosa sia successo agli amaranto dopo le ultime prove positive è difficile da sapersi, di certo è che ci vorrà un bel bagno di umiltà e una bella chiacchierata tra tecnico e giocatori per trovare la quadra del cerchio e ripartire con la testa sul collo. La promozione è una campionato duro dove nessuno regala niente, Fonteblanda ne è l'esempio lampante.
Giorgio Creatini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
