Il Tirreno

Coraggio, insidie e fatica, la randonnée di Tiziano Cantini

di Michele Falorni
Tiziano Cantini
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Tiziano Cantini

Il ciclista cecinese completa la 1001 miglia in 114 ore Il segreto? «Né forte, né piano ma con lo spirito giusto»

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CECINA. Breve premessa. Cos'è una randonnée? E' una gara fuori dal tempo ma non fuori tempo, un incontro e uno scontro, una sfida personale prima che con gli altri, una prova di coraggio. Tiziano Cantini, protagonista di questa storia, è ciclista esperto e ha scelto Nerviano, pochi chilometri da Milano, per scrivere un altro capitolo del suo personale romanzo sportivo iscrivendosi di slancio alla "maledetta" 1001 miglia, la più lunga e impegnativa d'Europa, da completare in 140 ore al massimo tra dislivelli - circa 2mila metri - e imprevisti, fatica e poco riposo, paesaggi stupendi e angoli struggenti. Tradotto dal francese, randonnée significa manifestazione cicloturistica, giunta alla quarta edizione italiana per 1600 chilometri equivalenti appunto alle 1001 miglia terrestri. Più che sufficiente per capire che servono preparazione fisica e nervi saldi, ragionamento e intuito, passione e devozione, spirito di gruppo e pure forza. .

Sì, perché attraversare sette regioni, partendo dalla Lombardia per arrivare in Piemonte toccando in sequenza l'Emilia Romagna, la Toscana, l'Umbria, il Lazio e la Liguria non è una passeggiata e nemmeno una cronoscalata. E' tutto. Cantini ha un pregio: è sempre stato "in competizione con se stesso". Un vantaggio che lo ha spinto, negli anni, a migliorare e migliorarsi, senza mai pensare al cronometro se non quale semplice riferimento. Certo, se i partecipanti danno il meglio di sé evitando ogni spreco di energie, l'organizzazione pensa al resto. Punti d'incontro e di ristoro, dormitori, tabelle di marcia: dal via in avanti, ogni aspetto è curato, affinché i ciclisti possano ricaricarsi e ripartire. A Tiziano, per completare il viaggio, sono servite 114 ore, spese tra colpi di pedale ed equilibrio psicofisico. "È stata dura, sia per il fondo stradale disastrato che per il caldo, ma abbiamo visto luoghi per i quali ne è valsa davvero la pena".

Nato a Desenzano del Garda il 19 settembre 1974, Cantini risiede a Cecina dal 1982. Padre di Giorgia e Anita, inizia con il rugby e la pallanuoto. Dal 2011, a 37 anni, scopre la bicicletta. Colpo di fulmine, scoppia l'amore. Con il maestro Massimo Rosi partecipa a due edizione dell'Eroica. Nel 2014, la prima randonnée. Poi si qualifica per la Parigi-Brest-Parigi e conquista la maglia azzurra. Quest'anno ha partecipato e terminato la doppia Nove colli (un giro in notturna e uno diurno), la Randolomitics (16 passi dolomitici) e infine la bellissima 1001 miglia. "Tutti obiettivi raggiunti con lo spirito randagio (traduzione di randonneur)", ossia "ne forte ne piano, ma sempre lontano".

Michele Falorni

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