Il dolore
Le bracciate di Verani verso le Universiadi
Al campione di nuoto è stato consegnato L’Omino di ferro in segno di vicinanza della comunità
CECINA. Classe 1995. Sicuro e riservato. Poche parole ma essenziali, che disegnano e raccontano una vita da campione internazionale nei panni di un ventenne. È Dario Verani, cecinese e campione di nuoto di fondo, come dimostra l'ultima vittoria conseguita in Danimarca, a Copenaghen, da 3 anni in pianta stabile in nazionale. Una voce che parla, con naturalezza, di trasferte e gare in giro per il mondo, tra cui Israele e Olanda, dove ha nuotato per ben 10 km, la distanza più lunga mai coperta nella sua carriera. Non stupisce, dunque, quando ammette di aver trascorso le vacanze estive tra Stella Marina e Donna di Cuori. «Mi sono fermato due settimane con gli allenamenti e ho deciso di stare qui a Cecina con la mia famiglia ed i miei amici», racconta Verani, che ieri ha ricevuto da un sindaco visibilmente emozionato la targa dell'amministrazione comunale e l'Omino di ferro come onorificenza e segno di vicinanza della comunità. Il suo sguardo è già rivolto alle qualificazioni per le Universiadi, in calendario ogni due anni, in programma per il prossimo 15 giugno. «Entrano solo i primi due qualificati e sono valide anche per i mondiali», spiega Verani senza un accenno di paura o insicurezza. Nuoto, studio e, soprattutto amici, che torna a trovare ogni fine settimana. Un avvio di carriera che, infatti, l'ha portato a condividere un appartamento con un compagno di squadra romano a Livorno ma che non lo distrae dagli studi di Economia e commercio, all'Università di Pisa. «Il grosso lo faccio da casa - ammette - però riesco anche a frequentare». La sera ritrovo abituale alla “Baracchina bianca” di Livorno mentre nel week-end si balla al Tinì di Cecina. Fidanzato con Marta, studentessa di medicina a Firenze, da tre anni e mezzo, Verani ha le idee chiare su quello che vuole per sé e per il suo futuro. «Vedo lo sport, la vita da atleta, e per questo sto cercando di entrare in un gruppo sportivo che possa darmi sicurezza. Per ora non ho niente di certo, non c'è un corpo che preferisco in particolar modo. L'importante è che mi diano la possibilità di nuotare. Solitamente i concorsi escono nel mese di marzo, quando usciranno vedrò».
A rendere più larghe le spalle ci sono Erica e Andrea Verani, mamma e papà «che mi seguono quasi sempre perché, comunque, sono impegnati con l'azienda di famiglia. Mi hanno incoraggiato sin da piccolo», da quando cioè il medico gli consigliò di praticare il nuoto per curare l'asma. Da quel primo tuffo in piscina «sono passati anni. Inizialmente avrebbe voluto fare calcio – ricorda scherzando il suo allenatore, Samuele Pampana – e per fortuna ha desistito, anche perché era chiaro che non avrebbe ottenuto gli stessi risultati».
Leondina Marulli
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