Il Tirreno

Verani, il delfino fa il bis nella Coppa Len di nuoto

Verani, il delfino fa il bis nella Coppa Len di nuoto

Impresa storica del ventunenne cecinese nella gara di fondo a Copenaghen Il 6 agosto aveva trionfato in Spagna: «Ora mi alleno per le Universiadi»

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Pazzesco. Il cecinese Dario Verani, classe 1995, ha vinto nei giorni scorsi la coppa Len, acronimo di Lega europea del nuoto, dominando la sfida nel fondo a Copenaghen, capitale della Danimarca. Un'impresa storica che, fatte le giuste proporzioni, vale quanto la Champions League di calcio. Non a caso, è un campionato europeo a tappe. Solo per questo, il protagonista della nostra storia merita almeno una convocazione a Palazzo civico se non una festa in piazza. Come se non bastasse, è stato il secondo successo consecutivo dopo quello in Spagna del 6 agosto. Applausi. Due meritati primi posti gli hanno garantito la vetta nella classifica finale a punti e la medaglia d'oro per il secondo anno di fila. È stato il primo italiano a centrare l'obiettivo, dopo avere nuotato nei sei chilometri ritagliati tra i canali che attraversano la città di Hans Christian Andersen e della sua Sirenetta. Come tutti i nuotatori, Verani ha un mito: Michael Phelps, il mostro americano della vasca già entrato nella storia aggiornando a Rio i suoi personali primati. «Sì, mi alleno già per le selezioni di giugno 2017 valide per le Universiadi – racconta – e i Mondiali di Budapest. Amo la musica di qualsiasi genere, ho iniziato a nuotare a Cecina su consiglio del medico perché avevo l'asma. A sei anni gareggiavo, dal 2009 mi segue Samuele Pampana, medaglia agli europei: grazie a lui ho conosciuto il fondo e mi sono trasferito al Nuoto Livorno, la mia attuale squadra». Alle spalle, larghe, di Dario ci sono gli studi. Ossia il diploma all'Iti di Rosignano e, da due anni, il corso di laurea a Pisa in Economia dei sistemi logistici. Sogna le Olimpiadi, che non sono solo una competizione prestigiosa, ma sono l'assoluto, e da quattro anni è fidanzato con Marta, che ringrazia per quanto gli è stata vicina nei momenti in cui servivano tranquillità e capacità di ragionare. Il resto è arrivato dalla capacità con cui Verani, atleta di talento, ha affrontato la sfida della quinta tappa raschiando ogni volta il fondo del barile, misurandosi con avversari forti e con il cronometro. «Mi sono trasferito a Livorno – prosegue – dove vivo e mi alleno quattro ore al giorno senza pause settimanali. Conciliare tutto è difficile, tanto che per uscire con i miei amici devo aspettare il fine settimana quando torno a Cecina». In nazionale da quattro anni, Verani per gli azzurri è un punto di riferimento. A Copenaghen ha realizzato un sogno, inchiodando le lancette dopo 1h08'46"91 e beffando anche l'altro italiano Francesco Bianchi, giunto secondo. Il peso massimo del nuoto, re delle discipline olimpiche insieme all'atletica, è soddisfatto, ma guarda avanti. In bacheca ha chiuso medaglie e coppe, ma - come Phelps - è già pronto per un'altra impresa.

Michele Falorni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca