Il Tirreno

Dimissioni anticipate, Marinai lascia la presidenza del Cecina

di Michele Falorni
Enrico Marinai
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Enrico Marinai

Calcio, entro il 31 luglio la società deve mettere a norma la tribuna coperta dello stadio. «Condizioni inaccettabili, servono più di centomila euro». Una cordata-salvezza da Livorno

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CECINA. Enrico Marinai non è più presidente del Cecina calcio. Avrebbe lasciato il 30 giugno 2016, rispettando la scadenza del consiglio prevista dallo statuto. Ha anticipato al 21 giugno a causa dei problemi che riguardano lo stadio. La situazione è complicata, in quanto il bando comunale richiede che entro il 31 luglio il sodalizio abbia messo a norma la tribuna coperta e ottenuto il relativo certificato, esegua le opere antincendio e ristrutturi i bagni per gli spettatori, spendendo tra i 45 e i 50mila euro.

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Visti i tempi, è una cifra consistente per qualunque associazione sportiva. Non solo: ai dirigenti è richiesta inoltre una fideiussione pari a 40mila euro e una cauzione di 9.500. Senza considerare che per le gradinate lato monte, scoperte, occorrerebbero altri 50-60mila euro. Tutto a carico della società. Impensabile che Marinai e il suo consiglio sborsino quote del genere, che fatti i conti superano i 100mila euro. "Per me - dice il presidente - tali condizioni sono inaccettabili. Di conseguenza, anticipo le mie dimissioni, irrevocabili, per consentire alla nuova società di partecipare regolarmente al bando". E dare un futuro al calcio rossoblù.

Da giorni il direttivo cerca una soluzione, incontrando imprenditori della zona e non solo. L'obiettivo è scrivere un altro capitolo del romanzo, ma il percorso è già pieno di imprevisti. Basta considerare, come Marinai ha fatto, che in pratica la prima squadra giocherebbe a porte chiuse, in quanto alle condizioni attuali non potrebbero entrare più di 99 persone: sottratti i calciatori, chi li accompagna, il personale di servizio e la stampa rimarrebbero pochi posti. Certo, gli incassi sono sempre stati magri, ma iniziare la stagione senza pubblico sarebbe frustrante. A questo punto, mentre il tempo stringe, chi è rimasto in consiglio dovrà prendere più di una decisione. Il presidente conferma che all'orizzonte è sbucata una cordata di Livorno, interessata al sodalizio oltre all'istituto Gemelli e ad alcuni operatori della zona. Niente nomi, però, poiché questa è la fase del confronto e delle verifiche. Giusto ricordare che la società è sana, complice l'attività svolta dall'anno della sua fondazione, estate 2010, e che il settore giovanile è in crescita. La conferma viene dai risultati ottenuti fino a primavera. Serve però una svolta concreta. Riepiloghiamo: Marinai ieri si è dimesso e in via Puccini non tornerà più, il lavoro del consiglio finisce il 30 giugno, i dirigenti rimasti e l'amministrazione dovranno incontrarsi di nuovo e il comunale deve essere restaurato. Per tacere della composizione della prima squadra promossa in Eccellenza, dello staff tecnico e delle formazioni minori. Le difficoltà non mancano, ma non c'è un giorno da perdere.

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