Sicurezza
Parla Campanella «Costretto a lasciare a metà progetto»
Il coach: «Auguro il meglio a Bandieri, una grande persona» L’ex allenatore rossoblù ora attende la chiamata giusta
CECINA. A quasi una settimana dalla prima scossa di terremoto in casa Basket Cecina, l'avvicendamento Campanella-Bandieri e dopo la delusione espressa dall'ormai ex coach rossoblù in seguito alla decisione della società di Via Toscana, abbiamo intervistato proprio l'allenatore uscente. Rientrato a Siena, dove vive con sua moglie e sua figlia Vittoria, Campanella si appresta a passare un'estate alla finestra, in attesa di accomodarsi su una nuova panchina per la prossima avventura di una carriera che, data l'età e i risultati ottenuti fin qui, è soltanto all'inizio.
Campanella, cosa si porterà dietro degli anni trascorsi a Cecina?
«Di Cecina mi rimane tutto e sono solo cose belle. Questi anni fortunatamente sono stati ricchi di successi in campo e fuori da tutti i punti di vista, pertanto non potrò che ripensare e ricordare Cecina sempre col sorriso sulle labbra. A Cecina – prosegue Federico – ho avuto la fortuna di allenare sempre degli ottimi giocatori, ma soprattutto delle grandi persone. Per questo voglio ringraziare ogni singolo giocatore che ho allenato e tutto lo staff tecnico. Sono in debito con queste persone perché ho ricevuto tanto e spero, dal canto mio, di aver lasciato qualcosa di importante a livello umano».
Qual è stato il momento più bello della sua avventura in rossoblù?
«Sul campo direi la vittoria con Siena all'ultimo secondo di gara 3 dello scorso anno grazie al canestro di Lorenzo Caroti. Lì abbiamo raggiunto l'apice dell'orgoglio e della bellezza di quello che avevamo vissuto per un anno intero. E' stata un'esplosione di gioia che ci voleva per tutto quello che avevamo dentro. Fuori dal campo, invece, ne potrei citare mille ma dico con piacere i messaggi e le telefonate di due dei miei giocatori che più volte mi hanno chiamato e scritto ringraziandomi per averli fatti crescere come sportivi, ma soprattutto come uomini».
E il momento più brutto?
«Fortunatamente sono stati molto pochi e senza volerne ricordare qualcuno in particolare, posso dire che tutti i cazzotti che ho preso sono serviti per fare esperienza e, per come sono fatto, li ho subito convertiti al positivo, facendone tesoro per non ripetere gli stessi errori».
Campanella, ricordiamo, lo scorso anno aveva firmato un contratto con alla base un progetto ambizioso. Poi la società ha virato su una scelta completamente diversa per aprire un nuovo ciclo.
C'è del rammarico per questo in lei?
«Rammarico no, ma sicuramente la sensazione di lasciare in sospeso un progetto che ho voluto fortemente far nascere e che sono stato costretto ad abbandonare. Alla fine però è un rapporto di lavoro e professionale, dunque ci può stare tutto. Io sono felice per tutto ciò che è stato dalle prime vittorie con le giovanili a quelle in prima squadra, dunque decisamente nessun rammarico».
Ha già qualcosa in mano per il suo futuro da allenatore?
«I campionati non sono ancora finiti ed è presto. Sono sul mercato a tutti gli effetti, ma non ci sono novità per il momento. Quello che è certo è che il mio procuratore sta lavorando e che mi prenderò il tempo giusto per decidere».
Nuovo progetto in Serie B o salto in A2?
«Dobbiamo vedere quello che ci sarà sul tavolo per poi decidere. Senza dubbio vorrei sposare un progetto con degli obiettivi precisi da raggiungere per potermici dedicare, com'è nel mio spirito, anima e corpo. Che sia in A2 o in B poi fa poca differenza».
Infine, un pensiero per Giacomo Bandieri. Cosa vuol dire al nuovo coach rossoblù?
«Gli faccio un sincero e grosso in bocca al lupo. Sono contento per lui, anche perché in tempi non sospetti gli avevo confessato che se fossi partito da Cecina, vedevo lui come mio successore sulla panchina. È una grande persona, sia dal lato professionale che umano e gli auguro tutto il meglio».
Uno dei coach più amati degli ultimi anni, dunque, dopo una semifinale, una finale e un terzo posto saluta lasciando una montagna di ricordi in via Toscana. Lo sport però è questo e per Cecina, così come per Campanella è davvero il momento di voltare pagina.
Michele Amadori
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