Italia
Super anno anche per le giovanili
Investire su vivaio e strutture per restare ai vertici regionali
È stato l'anno del Cecina calcio e non solo a livello di prima squadra. Il vero fiore all'occhiello della società rossoblù, sul quale puntare finalmente con coraggio e anche risorse economiche, è il settore giovanile. I vari El Falahi, Pedroni e Zoppi sono giocatori nati e cresciuti nel vivaio rossoblù. Bisogna continuare a crederci. Anche perché la prossima stagione il Cecina sarà ai vertici di quasi tutti i campionati dilettantistici della Toscana. L'Eccellenza, infatti, equivale ad una serie A regionale. Più su, a livello non professionistico, c'è solo la serie D che è il primo campionato su scala extraregionale.
Per questo il messaggio lanciato dalla società, presidente Enrico Marinai in primis, è chiaro. Per affrontare l’Eccellenza ci vogliono risorse economiche. E con queste anche uno stadio “Loris Rossetti” e delle strutture da potenziare. Messaggio chiaro al Comune, che ha provato la carta del piano lanciato dal Coni, “periferie e sport”, per riqualificare la struttura. Sono 700.000 euro previsti a partire da un nuovo campo in erba sintetica. Persistono problemi, però, su altre strutture. Come il sussidiario “Billeri” dove non ci sono neanche più gli spogliatoi.
Tornando al settore giovanile, però, il futuro può essere guardato con grande ottimismo. La società rossoblù avrà ben quattro formazioni giovanili impegnate nei tornei regionali. A partire dagli juniores regionali, la stessa categoria nella quale sono stati lanciati molti dei giovani subito inseriti nel campionato di Promozione. Confermata la partecipazione al campionato regionale allievi, la vera novità è il successo del girone giovanissimi (non accadeva da 15 anni) e la qualificazione per il girone elite di categoria. Con conquista automatica dell'accesso agli allievi B di merito, anch'essi ovviamente regionali.
Un settore giovanile in grado di attirare talenti e far crescere, a costi ridotti, anche la prima squadra. Questa volta bisogna crederci davvero e anche l’amministrazione deve dare il suo contributo. Con le risorse a pioggia che arriveranno dal Coni o meno. Perché la promozione di una squadra di calcio è anche la promozione di una città.
Alessandro Bientinesi
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