La manifestazione
I sostenitori vicini alla squadra Critiche a dirigenza e Comune
ROSIGNANO. Ancora un anno senza certezze, ancora un anno di sofferenza. Non sportiva, perché la squadra è terza in classifica, ma per la situazione finanziaria che da molti anni affligge il Rosignano...
ROSIGNANO. Ancora un anno senza certezze, ancora un anno di sofferenza. Non sportiva, perché la squadra è terza in classifica, ma per la situazione finanziaria che da molti anni affligge il Rosignano calcio. Per questo Andrea Gracci, a nome di soci, tifosi e sostenitori della squadra, risponde alle dichiarazioni del presidente Salvadori.
«La situazione di crisi societaria affligge gravemente anche quest'anno il Rosignano e offusca un po' il buon comportamento della squadra - si legge nella nota - una squadra che dimostra grande senso di attaccamento alla maglia nell'ennesimo momento difficile che la nostra società».
Non positiva, invece, la gestione finanziaria. «La società continua a pagare anche quest'anno la crisi finanziaria maturata nel tempo e con precedenti gestioni - spiega ancora Gracci - l'attuale gruppo dirigente, in particolare Maurizio Salvadori, doveva essere pienamente consapevole di questo quando la scorsa estate rilevò la società che pareva ormai avviata verso la scomparsa. All'epoca l'attuale dirigente non aveva ancora occupato la massima carica ma nella riunione di soci e sportivi convocata in una caldissima sera d'estate nella sede dichiarò testualmente che la nuova società si sarebbe occupata della gestione in toto della prima squadra».
Ciò che doveva salvare da un nuovo crac l’associazione sarebbero stati, poi, gli incassi delle gare casalinghe, della cartellonistica dello stadio Solvay e del bar della stessa struttura per finanziare il piano di rientro del debito ereditato dalle precedenti gestioni.
«Evidentemente così non è stato - attacca Gracci - perché i giocatori denunciano pubblicamente la mancata corresponsione di mesi di rimborsi spese visto che siamo a marzo e quelli versati dalla società sono stati soltanto due. Capiamo perfettamente che in una situazione di crisi economica molte aziende o sponsor spesso non onorino gli impegni assunti. Ma non per questo è necessario tirare in ballo il fatto che i giocatori non sono dipendenti subordinati e quindi non possono pretendere il pagamento di stipendi. Si tratta soltanto (e la società qui si gioca la sua credibilità) di onorare gli impegni assunti per un rimborso spese a cadenza mensile, così come avviene tra mille difficoltà in tutte le società sportive dilettantistiche. Noi ci auguriamo che la situazione abbia uno sviluppo positivo».
Gracci chiede alla dirigenza di onorare gli impegni presi. «Ne va del buon nome del paese, della credibilità di una società gloriosa e carica di prestigio che da troppi anni si trova sempre a dover essere additata e che non può contare neanche sul sostegno dall'amministrazione comunale che, quest'anno una volta di più, dimostra di disinteressarsi alle sorti del Rosignano. Un grazie sentito da parte nostra va ai giocatori per l'impegno che profondono onorando la maglia e ai tanti volontari che nella società svolgono un'attività indispensabile che fa loro onore.
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