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Gli Allievi del Donoratico in campo sfidando la pioggia di squalifiche

Gli Allievi del Donoratico in campo sfidando la pioggia di squalifiche

CECINA. Dopo la pioggia di cartellini rossi, le maxi squalifiche per cinque giocatori (uno di questi fuori dai campi Figc per quattro anni), sabato scorso gli allievi del Donoratico sono tornati in...

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CECINA. Dopo la pioggia di cartellini rossi, le maxi squalifiche per cinque giocatori (uno di questi fuori dai campi Figc per quattro anni), sabato scorso gli allievi del Donoratico sono tornati in campo. Decimati, tesserando all’ultimo tuffo un ragazzo il cui sport per anni è stato il tennis, attuando un catenaccio come unica tattica possibile, hanno mostrato tutta la loro voglia di mettersi alle spalle quel derby finito nel peggiore dei modi. Tutto inizia il 6 febbraio scorso. Nel derby con il Palazzi Monteverdi, sul punteggio di 3-0 per i cecinesi, il Donoratico si vede espellere, uno dopo l’altro, cinque giocatori dall’arbitro Callari della sezione Aia di Piombino. Una brutta, bruttissima pagina di sport che prosegue con la mazzata del giudice sportivo che punisce tutti i giocatori coinvolti con squalifiche tra i quattro e sei turni. Uno di questi, ancora sedici anni da compiere, viene punito con una squalifica per quattro anni. Giorni difficili, il Donoratico è nell’occhio del ciclone, anche se il suo presidente Fabrizio Poeta difende i suoi. Nel frattempo, però, gli amaranto non vanno a giocare sul terreno del Collevica perché decimati dalle squalifiche. Sono soltanto in otto. Qualche giorno di riflessione per capire se ritirare o meno la squadra dal torneo. Sono gli stessi “superstiti” alle squalifiche, però, a voler tornare in campo a tutti i costi. Anche per provare a cancellare gli errori di alcuni compagni (perché errori sono stati, anche se forse puniti un po’ troppo severamente). Arriva la decisione, dunque, di scendere in campo con il Salivoli. Nel frattempo, però, gli allenatori fanno un piccolo passo indietro e sulla panchina deve correre Alessandro Brunetti che, insieme alla dirigenza, riesce a tesserare un ragazzino il cui sport è sempre stato il tennis. Si arriva a sabato scorso e i nove giocatori abili e arruolabili (di cui tre nati nel 2001, quindi più piccoli degli altri) scendono in campo al “Bagicalupo” contro il Salivoli. Unica possibilità tattica quella di attuare il catenaccio, con la porta del Donoratico che resta miracolosamente inviolata per quasi 50 minuti. Poi il Salivoli segna e dilaga 5-0. Nel finale, però, gli avversari creano un corridoio prima del tunnel degli spogliatoi e con un applauso degno del terzo tempo del rugby tributano a questi coraggiosi giocatori un bell’applauso. Formazione amaranto che anche nei prossimi tre turni almeno giocherà in queste condizioni, battendosi comunque con coraggio.

Alessandro Bientinesi

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