La manifestazione
Serio e affidabile, la scoperta Salvini
17 anni, viene dalla juniores, si è guadagnato il posto in prima squadra
ROSIGNANO. Ha fatto rapidamente carriera, Giorgio Salvini, nel suo Rosignano. Tre turni fa, nella partita interna con il Gracciano, lui che giocava nella juniores di Francesco Landi (ora, dopo le sue dimissioni, in panchina c’è Marco Taffi) ha debuttato positivamente in prima squadra. Chiamato da Francesco Di Rocca, che ha avuto fiducia in questo diciassettenne. E da allora è in pianta stabile nell’organico della Promozione. Rosignanese doc, classe 1998, in biancoblù ha fatto tutta la trafila delle giovanili e nella passata stagione era in forza agli Allievi regionali di Fulvio Formigli.
Di ruolo è un esterno di difesa (può essere impiegato indistintamente sia a destra che a sinistra), ma se la cava bene anche come interno di centrocampo.
Negli Allievi regionali, che erano ’97, pur coi compagni con un anno in più ha avuto modo di mettersi in bella evidenza, tanto da scendere in campo con loro la domenica e con la juniores il giorno precedente. Un paio di volte è capitato che l’ha giocata tutta la partita del sabato.
A fine anno gli Allievi si piazzarono settimi; una buona stagione per loro che avevano nel girone diversi avversari di club molto blasonati.
«Ha una buona corsa – dice Formigli – e un’altrettanto buona carica agonistica. È un bravo ragazzo, dà parecchio per la squadra. Non si risparmia mai, sia in allenamento che in gara. Alla prima esperienza in Promozione la partita la giocò tutta e fece bene».
Continua poi il tecnico Fulvio Formigli: «Spero che sfrutti al meglio questa occasione che ha. Da dopo che è entrato nella formazione maggiore ha sempre avuto riscontri positivi , contribuendo alla quadratura del gruppo. È ben accetto anche dalla vecchia guardia. I più esperti lo guidano, lo considerano, è stato preso a cuore dall’intera squadra».
Per concludere: «Si è sempre messo a disposizione per imparare, è un ragazzo serio, intelligente, va benissimo a scuola. È il suo momento. Ora va lasciato in pace, perché non si monti la testa. Ma non accadrà».
Fabrizio Cavallini
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