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Lo chiamano calcio freestyle è l’arte del palleggio acrobatico

Lo chiamano calcio freestyle è l’arte del palleggio acrobatico

CECINA. È la massima espressione tecnica del calcio, con la palla che diventa una sola cosa con tutto il corpo dell’atleta. È spettacolare e sta prendendo sempre più corpo anche in Italia. Stiamo...

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CECINA. È la massima espressione tecnica del calcio, con la palla che diventa una sola cosa con tutto il corpo dell’atleta. È spettacolare e sta prendendo sempre più corpo anche in Italia. Stiamo parlando del calcio freestyle: l'arte del palleggio acrobatico.

La disciplina consiste nell'eseguire acrobazie con tutto il corpo eccetto che con le mani. Un assaggio di questo sport, sempre più popolare e riconosciuto a livello federale anche dal Coni, c’è stata al campo sportivo “Athos Martellacci” di Palazzi sabato scorso. Protagonisti assoluti Gaetano Nocerino, oltre che freestyler anche giocatore di calcio a cinque e istruttore di palestra qualificato Fipe, e Mattia Righini. Calciatore classe 2002 dei giovanissimi B del Palazzi Monteverdi e grande appassionato di calcio freestyle.

«Sono stato contattato dal papà di Mattia per una lezione di prova – spiega Nocerino - mi aveva accennato che il ragazzo si dava da fare già da solo da circa un anno ed effettivamente ho constatato che, nonostante la sua giovane età, abbia già un buon livello. Io sabato mi sono limitato a spiegargli quello che la Freestyle Italia fa».

Non chiamateli, però, giocolieri. Il calcio freestyle potrebbe essere anche un modo per riportare la tecnica al centro delle scuole calcio, come accaduto in Spagna.

«In Italia, purtroppo, si investe molto poco sui giovani e in molte scuole calcio la tecnica è una cosa che si lascia ancora molto al caso, alla natura – spiega Nocerino – si pensa sempre a costruire i giovani atleticamente e tatticamente. Noi come associazione sportiva crediamo che un giocatore possa conoscere mille schemi, correre come una lepre, essere forte come un bisonte, ma se non sai adoperare il pallone e governarlo come se i piedi fossero un tutt'uno con esso, ti mancherà sempre quel 35/40% di qualità».

Come detto Mattia Righini, da quest’anno in forza alle giovanili del Piemme, è uno dei più giovani della nostra zona ad avvicinarsi a questo sport. «Per essere autodidatta ha già un bel livello – aggiunge ancora Gaetano Nocerino - buon palleggio di base destro-sinistro, deve migliorare il palleggio con le altre parti del corpo ma ci sono belle prospettive. Poi come in tutte le cose, se uno si impegna a qualcosa arriva sempre».

Il calcio freestyle, come detto, sta diventando sempre più popolare e conosciuto, anche grazie alla diffusione dei video su youtube e i social network più in generale. Il Palazzi Monteverdi, in caso di richieste, ha dato la sua disponibilità per organizzare corsi in tal senso.

Alessandro Bientinesi

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