Sicurezza
Nel bersaglio subacqueo il doppio oro di Vagelli
La storia dal mare alla piscina dell’atleta di Rosignano che si impone ad Atene «Ho iniziato a sparare per seguire il mio compagno che è istruttore di apnea»
ROSIGNANO. Due medaglie d’oro per Catia Vagelli alla gara internazionale di tiro al bersaglio subacqueo “Poseidon 2015” che si è tenuta da 6 all’8 novembre ad Atene. Lei, una splendida cinquantenne che abita a Rosignano Solvay e lavora presso la Confesercenti, ha da sempre avuto una grande passione per il mare e per le immersioni. Ed ha realizzato un sogno, dimostrando agli altri e a se stessa quanto vale.
«La manifestazione - racconta Catia - è aperta alle squadre nazionali e ai club affiliati per federazioni ed è riconosciuta dalla Cmas ( la federazione italiana è la Fipsas). Tre le specialità previste: il tiro libero di precisione, il biathlon e la staffetta. Ho partecipato alle gare di Atene insieme a Simone Mimotti, Alessio Rossi e Rosa Fornaciari. Facciamo parte della squadra livornese Asd Spazio Sub ed è con la squadra che siamo andati in Grecia. Il nostro è un tipo di sport ancora poco conosciuto – spiega Vagelli – il tiro al bersaglio subacqueo è un'attività che si pratica in piscina e consiste nel tirare in immersione, con un fucile di serie (ad elastici) a bersagli fissi a 4 metri di distanza dalla punta dell'asta. Il biathlon è composto invece da cinque percorsi di 10 metri andata e 10 metri al ritorno in apnea con tiro al volo da fare in un tempo limite di due minuti e 30 secondi per gli uomini e tre minuti per le donne».
Ebbene la rosignanese Vagelli ha vinto la medaglia d’oro in entrambe le specialità. «Sono felice – dice – non tanto e non solo per la vincita quanto perché ho dimostrato che non è mai troppo tardi per praticare con successo e soddisfazione uno sport. Lo sport – dice – non ha età: la mia prima gara l'ho fatta a ottobre del 2013 e prima di allora non avevo mai utilizzato un fucile, ho iniziato a sparare per seguire il mio compagno, Simone Mimotti, istruttore di apnea oltre che per il club livornese anche per l’associazione Il Salvagente di Rosignano».
«In Italia solo un centinaio di persone pratica questo tipo di attività che, tra l’altro, è veramente bella – prosegue l’atleta di Rosignano –. Stare con gli atleti della mia squadra è come stare in una grande e bella famiglia. Non ci sono rivalità, anzi, ci scambiamo tecniche e consigli. Per questo invito tutti a provarlo, a qualsiasi età». Che conclude: «In Italia vengono organizzate dai vari club le selettive per qualificarsi al campionato italiano che sembra quest’anno si svolgerà proprio a Livorno in maggio».
Alessandra Bernardeschi
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