Sicurezza
Strongman: Gioia sfiora l’impresa A Lugnano è secondo
ROSIGNANO. Un bis mancato per un soffio ma che comunque non lascia a Francesco Gioia l’amaro in bocca. L’atleta di Rosignano ha trasformato il suo corpo in quello uno strongman di altissimo livello....
ROSIGNANO. Un bis mancato per un soffio ma che comunque non lascia a Francesco Gioia l’amaro in bocca. L’atleta di Rosignano ha trasformato il suo corpo in quello uno strongman di altissimo livello. Gioia ha chiuso l’Ironman Lugnano al secondo posto. Dopo aver conquistato il secondo posto all’edizione 2012 e l’oro in quella del 2013, il rosignanese torna protagonista sfiorando il successo in quella appena conclusa. Una vera e propria impresa, anche perché Gioia lo scorso anno fu costretto a saltare uno degli appuntamenti più importanti del circuito dello strongman nazionale. Una sentenza della Cassazione, infatti, nel giugno 2014 lo costrinse a tornare in carcere e non partecipare alla prova di Lugnano. Nella sua palestra, la “Bunker 48” di Rosignano, ha contagiato tutti con la sua voglia di emergere e di diventare un esempio anche per i più giovani. Prima tra tutti, ovviamente, sua moglie Luisa Della Rocca, anche lei affacciatasi alle competizioni femminili della specialità. Con lui sono diventati, poi, atleti di alto livello anche Antonio Tarantino e Gianmarco Bollaro (terzo proprio alle spalle di Gioia e primo nella categoria al di sotto dei 96 chilogrammi). A Lugnano pochi giorni fa Francesco Gioia ha conteso fino alla fine il titolo di Ironman a Marco Guidi, atleta di Cascina. Decisiva è stata la controversa prova husafell, che consiste nel trasportare un oggetto pesante per più metri possibile senza lasciarlo cadere. La prova di Francesco Gioia, che gli avrebbe sicuramente garantito la vittoria finale, è stata annullata. Come lo stesso Gioia ha affermato sul proprio profilo Fb «una posizione scorretta delle mani mi è valsa la squalifica di una prova già vinta», spiega, «peccato non mi sia stata data la possibilità di ripeterla. Ora non voglio fare polemica sulla squalifica ma sono solo felice per l’atleta che sono adesso». (a.b.)
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