Il dolore
«Strumentali le polemiche sul campo»
Il direttivo dell’Asd Forte Bibbona calcio replica al consigliere Rugo
BIBBONA. Guarda allo sport e al Forte di Bibbona Asd calcio ma finisce in politica la querelle aperta dal consigliere di Responsabilità civica Massimiliano Rugo contro il vicepresidente della società sportiva nonché assessore Enzo Mulè.
«È veramente apprezzabile il fatto che il consigliere di minoranza Rugo si prenda a cuore le sorti dell’associazionismo locale in senso lato, in particolare ultimamente la sua attenzione si è rivolta verso un’associazione creata nel 2013 da un gruppo di persone che hanno un solo “comune denominatore”, riconducibile esclusivamente alla passione per il calcio – afferma Mulè a nome del consiglio direttivo –. Un’associazione formata da persone che con tanta fatica sia in termini di risorsa di tempo che di difficoltà economica, cerca soprattutto di mantenere e garantire a circa cinquanta bambini e ragazzi, la soddisfazione di poter svolgere la loro passione nei campi di calcio del loro paese. Ci rammarica molto però il fatto che in questi due anni di attività, l’attenzione del consigliere Rugo, si sia manifestata sistematicamente verso l’associazione, solo ed esclusivamente nei mesi di giugno e luglio, ad attività praticamente ferme». E ancora: «Non è mai stato visto assistere ai vari tornei e campionati soprattutto del settore giovanile che si sono susseguiti per nove mesi. In quel contesto sicuramente lo scenario che paventa oggi, con il degrado e l’incuria presente, non si sarebbe spalancato davanti ai suoi occhi».
E ancora sul degrado dell’impianto: «Siamo consapevoli degli obblighi che abbiamo preso in sede di convenzione con il Comune, ed a oggi, fino a prova contraria, li abbiamo sempre onorati. Anzi l'obiettivo è quello di riqualificare e valorizzare ancor di più inserendo elementi più consoni al contesto dello stato dei luoghi. Non a caso, le strutture accessorie esistenti da oltre un ventennio, sono in fase di smantellamento». Il vicepresidente Mulè annuncia che «il manufatto, la prossima settimana sarà demolito». E sottolinea che «se il degrado contestato è riconducibile all’erba alta lungo la recinzione, all’interno delle porte del campo, e lungo le gradinate, tale evidenza è solo un fattore strumentale. Come strumentale è la questione prettamente personale di Franco Marsili che niente ha che a vedere con tutto quello che attiene all’Associazione». L’ormai ex presidente Marsili si è dimesso a seguito della condanna in 1ºgrado a 10 anni di reclusione, 40.000 euro di multa e l’interdizione dai pubblici uffici. «Come consiglio direttivo, nonostante le controverse interpretazioni normative sul mantenimento o meno della carica rivestita, lo ringraziamo per essersi fatto da parte e soprattutto per l’impegno profuso in questi anni in maniera impeccabile. Maalgrado questo clima di ostilità e di acredine che ci sta aleggiando intorno, l’Associazione è ancor più coesa e smaniosa di ripartire».
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