Gioco
Parietti incassa otto anni d’investimento sul vivaio
CECINA. Le belle storie di sport si scrivono sempre a più mani e gli autori di questa fantastica stagione sono stati molti. A partire dal presidente Parietti, che dopo aver intrapreso da ormai quasi...
CECINA. Le belle storie di sport si scrivono sempre a più mani e gli autori di questa fantastica stagione sono stati molti. A partire dal presidente Parietti, che dopo aver intrapreso da ormai quasi 8 anni la cosiddetta linea verde con squadre sempre più giovani, quest’anno ha avuto il merito di credere in ben 5 ragazzi cresciuti nel settore giovanile. Un grande motivo di orgoglio e, come lui stesso afferma, la linea che verrà seguita anche in futuro, in quanto il vivaio è il vero polmone del Basket Cecina. Un gruppo però non è costruito soltanto dai cartellini dei giocatori che vanno a comporre il roster, ma è frutto del lavoro che ogni giorno viene svolto in palestra. E qui ecco che arriva il capitolo scritto da coach Campanella, dal suo assistente Giacomo Bandieri e da tutto lo staff tecnico. Poi ci sono loro, i giocatori. Quella 2014/2015 è stata la stagione della consacrazione per diversi di loro. Francesco Fratto, prodotto del vivaio cecinese, campionato dopo campionato è cresciuto esponenzialmente fino ad arrivare non solo un punto fermo della squadra ma un vero leader.
Il capitano Del Testa ha disputato una stagione da capitano vero, trascinando la squadra quando ce n’è stato bisogno e caricando i compagni in ogni partita. Senza dimenticare la sua specialità, il tiro da 3, e la grande intensità difensiva che è stata una delle principali chiavi del successo di Cecina. Altro pilastro che tutti sperano di rivedere il prossimo anno è stato Max Sanna: miglior marcatore, giocatore concreto e a tratti il più spettacolare con le sue schiacciate che hanno fatto tremare il PalaPoggetti.
Tra gli autori poi come non citare i due baby Caroti e Rossato: 17 anni il primo, 18 il secondo, ma talento da vendere e piglio del veterano in ogni occasione. E a proposito di veterani Gambolati e Bruni hanno dato il giusto supporto di esperienza alla squadra, risultando decisivi soprattutto nella dura lotta dei playoff. E infine, anche chi ha giocato meno come Fantoni, Pagni, Favilli e gli under Pistillo e Gestri hanno sempre risposto presente quando il coach li ha mandati in campo, dimostrando che tutta la squadra sapeva remare verso la stessa direzione indipendentemente dagli uomini in campo. Insomma, un bel libro che si chiude, ma che tutto l’ambiente spera di rileggere in un sequel dal finale ancora più dolce. (m.a.)
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