Il Tirreno

Socci, dove batte il cuore bianconero

Socci, dove batte il cuore bianconero

Classe 1934, super tifoso juventino, fa sventolare la bandiera ufficiale degli anni 30

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CECINA. Chissà se Massimiliano Allegri, l’allenatore della Juventus campione d’Italia, conosce Giovanni Socci. Il protagonista di questa storia, classe 1934, risiede a Volterra, ma da sempre viene al mare a Cecina. Vanta un raro cimelio, che testimonia la fede per le zebre: la bandiera ufficiale degli anni 30 con le firme dei giocatori che vinsero cinque scudetti di fila. Un primato che la “ditta” Antonio Conte (tre) e il Conte Max (uno) non sono ancora riusciti a centrare. Sabato pomeriggio, giorno della festa, l’ha esibita alla Terrazza dei Tirreni. Socci è una miniera di ricordi.

Al calcio ha dedicato la vita, seguendo la Signora anche all’estero. Trent’anni fa, la maledetta sera di mercoledì 29 maggio 1985, era in Belgio per assistere alla finalissima di Coppa dei Campioni contro gli inglesi del Liverpool. Successe il finimondo, i morti furono 39, Michel Platini segnò su rigore e lui poté raccontare a tutti di averla scampata. Gli episodi, però, sono mille. In Italia e non solo. La passione, è noto, non ha confini. E quando di mezzo c’è la Juventus, anche di più. Provare per credere, dice lui sorridendo. Giovanni, che a Marina è affezionato, trascorre l’estate ai bagni Olimpia di Paolo Giovannelli. Sabato pomeriggio, con orgoglio, prima ha festeggiato con gli amici la conquista del titolo, poi ha promesso: “Porto la bandiera a Mattia”. Che di Paolo è il figlio, e sulla cui fede non ci sono dubbi. Gliela srotolerà davanti, c’è da scommetterci. Domanda: scusi, ma dove ha trovato quel prezioso vessillo? “Un gioiello di famiglia, poi passato alla Juventus club di Volterra di cui sono fondatore e a me tornato”.

Un capitolo di storia scritto in bianco e nero. La città degli etruschi, piena di fascino e cultura, ha dedicato la propria sede a Gaetano Scirea, il libero degli anni 70 e 80 scomparso a causa di un incidente stradale. Un gentiluomo stimato da tutti. E il quinquennio? All’epoca, era presidente Edoardo Agnelli, padre dell’Avvocato Gianni. Caligaris, Ferrari e Rosetta, tre nomi scelti non a caso, erano i suoi ambasciatori in campo. Lo stile Juventus – disciplina, professionalità e organizzazione – nacque in quel periodo, a cavallo tra le due guerre. Socci ne conserva una piccola ma preziosa testimonianza.

Michele Falorni

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