Il Tirreno

Ulissi, la rinascita ha il sorriso di Arianna e Lia

di Giorgio Creatini
Ulissi, la rinascita ha il sorriso di Arianna e Lia

La storia. La moglie del campione scrive una dedica d’amore: «Sei il dono della vita»

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DONORATICO. Forse, e sottolineiamo forse, non sarà stata la sua vittoria più bella (anche se lo sprint regale di Fiuggi ci ha ricordato il miglior Petacchi) ma di certo, l’affermazione di Diego Ulissi nella sesta tappa del Giro d’Italia è stata la più importante della sua carriera semplicemente perché ha fatto rinascere un campione dopo 9 mesi d’inferno.

La contradditoria squalifica per il sulbutanolo, l’imbarazzo della Federazione ciclistica internazionale alle prese con un caso assurdo, il fermo imposto dalla Federazione elvetica dopo il via libera della sua società. Sono stati nove mesi di stop che hanno minato nelle convinzioni, nelle certezze, nelle speranze, la vita e la carriera di un giovane campione, ma sostanzialmente un ragazzo che si è ritrovato al centro di un qualcosa per lui ancora inspiegabile e che più volte gli ha fatto pensare di farla finita con la bici. Ma qui vogliamo raccontarvi un’altra storia, la storia di chi gli è stato vicino, di chi lo ha sempre sostenuto anche nei momenti più cupi e gli ha dato la forza di andare avanti fino al trionfale ritorno di Fiuggi che, anche se non l’ha cancellata, ha sicuramente dato uno schiaffo alla vicenda ed ha tappato la bocca a chi troppo presto blaterava: “Deh, vinceva sì!”

Accanto ad un grande uomo ci vuole una grande donna, ed oggi il ritorno alla vittoria di Dieghito lo vogliamo dedicare a lei, ad Arianna, che su Facebook ho postato un commento toccante che ci fa capire quanto siano stati duri questi mesi dove l’angoscia spesso aveva il sopravvento sulla speranza. In poche ore ha collezionato oltre 500 mi piace.

“Un dono della vita... Te. Non smetterò mai di ringraziare il destino che ci ha fatto unire. Ringrazio tutte le persone che mi hanno scritto, che mi hanno chiamato, anche a quelli/e che non lo hanno fatto perché saranno lì a mangiarsi le mani… ma è la vita, ci sta tutto. Ringrazio anche chi in questo ultimo anno ci è stato vicino, chi si è allontanato e "magicamente" riavvicinato. Ringrazio la nostra famiglia che ci è stata sempre accanto che ha sofferto con noi senza farlo troppo a vedere. Ringrazio te amore mio che quando mi vedevi giù per te, riuscivi a dirmi: ”Ehi sorridi, io sto bene”. Quando non era assolutamente vero. Non si cancelleranno mai dalla mia mente le notti passate in bianco a parlare a cercare di capire il perché di tutto questo e ritrovarsi a guardare Lia e a domandarmi: "Amore, Lia capisce che sono triste e non lo voglio." Ricorderò i primi giorni le prime settimane i primi mesi noi tre, te chiuso in te stesso. Colazioni, pranzi, cene in un silenzio tombale che passava anche la fame. Io a chiedere aiuto a chi non voleva vedere il tuo malessere emotivo. All’inizio non sapevo come fare da sola, lontani da tutti, solo noi tre. Poi piano piano ho trovato la forza di farti reagire di farti ritornare la voglia di prendere la bici chiamare Manu è da lì piano piano la risalita”.

Già, Manu Mori il compagno di squadra di Diego ha avuto un ruolo determinante nella rinascita del campione di Donoratico. Una mattina d’inverno, mentre fuori la bruma avvolgeva Lugano, si è presentato a casa sua, lo ha costretto a rimettersi in bici e lo ha fatto ricominciare a pedalare.

Lui che continuava ad incitarlo, a rimotivarlo lo abbiamo visto esultare a Fiuggi come se la tappa l’avesse vinta lui. Una bella storia di un’amicizia vera. Anche per Diego questa è stata la vittoria più attesa. “È la vittoria della felicità, da condividere con chi mi è stato vicino in questi mesi: la famiglia, i compagni, i tifosi, gli sponsor e una squadra che ha sempre avuto tanta fiducia in me e non mi ha mai fatto mancare il supporto. La tappa è stata lunghissima, così come lungo è stato lo sprint. Dopo il traguardo l’emozione è stata tanta, soprattutto nel vedere compagni come Manuele Mori esultare come se avessero vinto un Mondiale.”

La vittoria di Ulissi a Fiuggi ha sorpreso tutti, nel senso che non l’ha riconosciuto nessuno! La Rai, prima di tutti: in diretta, è stato scambiato per il compagno Modolo, arrivato un minuto dopo. Poi altre reti: c’è chi ha raccontato il suo successo mandando in onda le immagini dell’esagerata esultanza del suo compagno Mori, arrivato un paio di minuti dopo. Insomma una figuraccia, tanto che alla Lampre stanno meditando di scrivere Ulissi su tutte le maglie: nel caso Diego dovesse concedere il bis, aiuterebbe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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