Sicurezza
Gran premio Costa etruschi in ottomila lungo il percorso
CASTAGNETO CARDUCCI. Il ventennale del Gran premio Costa degli etruschi fa rivivere i fasti dei tempi d’oro. Una gara emozionante e condita da una cornice di pubblico come da anni non si vedeva a...
CASTAGNETO CARDUCCI. Il ventennale del Gran premio Costa degli etruschi fa rivivere i fasti dei tempi d’oro. Una gara emozionante e condita da una cornice di pubblico come da anni non si vedeva a Donoratico e sul percorso. Più di 8.000 persone secondo gli organizzatori, hanno incitato i giovani protagonisti della gara e hanno applaudito i grandi campioni come Petacchi e Cunego che nel finale ha anche provato l’attacco sulla salita di Torre di Segalari. Ma il vincitore è stato Manuel Belletti, 29enne romagnolo, alla sua prima stagione con la nuova maglia della Southeast, si è aggiudicato tra due ali di folla la gara di apertura del calendario ciclistico italiano, conquistando il successo al termine di un lungo e combattuto sprint di gruppo, davanti a Davide Viganò (Team Idea 2010) e Niccolò Bonifazio (Lampre Merida), rispettivamente secondo e terzo sul podio.
Per Belletti si tratta della quarta vittoria da professionista. Ma al di la della parte sportiva, il Gran premio è stato un successo organizzativo e d’immagine per il territorio, grazie anche alle riprese Rai e alle tante testate giornalistiche accreditate. E poi come ha detto Gerardo Carpentieri, storico ideatore della manifestazione oggi in mano al Gs Emilia di Adriano Amici: «Abbiamo rinnovato il contratto con il Padre Eterno, dopo una settimana da lupi, il sole e le temperature miti sul traguardo hanno favorito la partecipazione di tantissimi sportivi e appassionati».
Soddisfazione anche per le amministrazioni comunali di Castagneto e San Vincenzo presenti alle premiazioni con i sindaci Scarpellini e Bandini e gli assessori Mottola, Barsacchi e Tovoli. La corsa, pur tra le tante difficoltà del momento, rappresenta pur sempre una grande festa di sport e una spinta modesta ma significativa all’economia della zona. Un po’ di movimento insomma nel grigiore di febbraio certo non guasta, per questo l’impegno di tutti dovrà essere quello di cercare di mantenere in piedi questa bella manifestazione che si è guadagnata prestigio internazionale e la visibilità di una grande classica.
Giorgio Creatini
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