Il Tirreno

«Non sono l’eroe del Solvay è la squadra che ha girato»

di Fabrizio Cavallini
«Non sono l’eroe del Solvay è la squadra che ha girato»

Parla il portiere-saracinesca Frongillo che ha neutralizzato 2 rigori al Cenaia «Sul 5 a 0 ho esultato come fosse il primo vantaggio, poi siamo stati al pezzo»

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ROSIGNANO. Nicolò Frongillo, classe 1990, portiere. E capitano. Non solo uno dei punti di forza del Rosignano, ma anche uno dei giocatori più fedeli al club biancoblù, visto che è stato tra i primissimi a dire sì a Luca Polzella quando in estate gli ha chiesto se voleva rimanere. Altri della vecchia guardia si sono invece defilati, allettati da compensi più consistenti.

Nella prima di campionato, allo stadio Ernesto Solvay, Frongillo non poteva cominciare meglio. Ha parato due rigori e coi compagni si è sbarazzato del Cenaia con un autorevole cinque a zero.

Ma cosa si prova ad essere l'eroe della domenica?

«Sinceramente non penso di essere io l'eroe della domenica, ma la squadra. Tutto è andato per il verso giusto ed abbiamo meritato la vittoria».

Quando hai pensato che col Cenaia ormai era fatta?

«Sul 5-0 che abbiamo ottenuto nei primi minuti della ripresa, ed ho esultato come se fosse l'1-0. Siamo stati poi al pezzo fino al novantesimo. Non volevamo prender gol».

Capitano a 24 anni. Te l'aspettavi alla vigilia del campionato?

«Il mister me l'aveva già detto prima, tanto che lo ero stato anche nelle amichevoli. E in campionato è arrivata la conferma. Il mister mi ha dato questa responsabilità e cercherò in ogni modo di ripagargli la fiducia».

È un'impressione o la squadra gira meglio dell'anno scorso?

«Abbiamo giocato un solo turno e non credo che basti una partita per giudicarlo».

Una prima impressione sul girone.

«È un raggruppamento difficile, perché tante squadre si sono rinforzate. Anche le neopromosse hanno fatto acquisti importanti. Sarà un girone combattuto».

Si parla di un gruppo biancoblù molto affiatato. Qual è il segreto di questa vostra coesione?

«Siamo tutti giovani pieni di ambizione e voglia di far bene. E il mister è bravo, ci sa fare. Si vede la sua mano sulla squadra».

Cosa ti auguri dalla stagione appena iniziata?

«Di arrivare a salvarci il prima possibile. Partire bene è importante, ma c'è da lavorare per crescere e migliorarci di partita in partita».

Nicolò Frongillo ha cominciato con la maglia gialloverde del San Pietro in Palazzi.

A tredici anni il passaggio al Cecina dove è rimasto fino al 2006, anno in cui ha esordito in prima squadra (serie D).

E' stata quindi la volta del Livorno (allievi nazionali).

Da lì due annate al Mantova, dove, in forza alla Primavera, faceva anche il terzo nella formazione maggiore.

Nel gennaio 2009 fu ceduto in prestito al Suzzara (serie D) e a fine stagione approdò a Carpi.

In quella successiva iniziò nella Vibonese (C2) per passare a novembre al Forcoli (serie D). E ancora Pietrasanta in Eccellenza fino ad arrivare al Rosignano Sei rose del presidente Marusco Bezzini. Altro autorevole estimatore del portiere cecinese, apprezzato oltre che per le qualità tecniche per quelle umane e caratteriali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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