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La rinascita dopo il caso doping Pagliara torna sul ring a New York

La rinascita dopo il caso doping Pagliara torna sul ring a New York

CECINA. A Cecina anche i suoi tifosi più affezionati credevano che sarebbe stato il colpo del ko. Quell’accusa di doping, alla soglia dei 36 anni, poteva veramente porre fine ad una carriera iniziata...

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CECINA. A Cecina anche i suoi tifosi più affezionati credevano che sarebbe stato il colpo del ko. Quell’accusa di doping, alla soglia dei 36 anni, poteva veramente porre fine ad una carriera iniziata nel lontano 1994. Di colpi bassi, però, Floriano Pagliara ne ha presi tanti nella sua vita e del motto “io non vinco, io non perdo, io combatto” ha fatto il suo marchio di fabbrica.

Non si è arreso e, nonostante una squalifica dalla prima sezione del tribunale antidoping fino all’ottobre 2015, il campione cecinese tornerà sul ring sabato prossimo. A New York, al “World resort casino”, il 20 settembre se la vedrà con il portoricano Karl Garcia. La sfida, però, sarà più con se stesso, visto che Pagliara ha deciso, di comune accordo con i suoi manager americani Tommy Gallagher e Richie Kommissar, di combattere nella categoria piuma. Il che significa scendere a 57,1 chilogrammi in poche settimane, con dieta ferrea e allenamenti durissimi. Una scelta non casuale. Il campione cecinese non vuole semplicemente tornare sul ring, ma dimostrare a chi, secondo lui, lo ha accusato ingiustamente di essere in grado di scendere di peso senza bisogno della scorciatoia del doping. Il test effettuato il 25 ottobre 2013, data del match vinto con il fiorentino Angelo Ardito in una difesa volontaria della corona superpiuma conquistata a luglio contro Nicola Cipolletta (guarda caso i due atleti che si sfideranno il 26 settembre per il titolo italiano tolto a Pagliara), aveva trovato l’atleta cecinese positivo ad un diuretico.

Molti pugili, per rientrare nella categoria di peso, decidono di “aiutarsi” proprio con i diuretici, ovviamente contravvenendo alle leggi della Wada. Il test su Pagliara è chiaro: il campione è risultato positivo e la sua colpevolezza sembrerebbe chiara. Lui ha sempre chiesto il test del Dna per dimostrare che quel campione incriminato non fosse il suo. Prova regina sempre rispedita al mittente. Per questo Floriano non sarà interessato al risultato o al suo avversario di sabato prossimo (ovvio che, come tutti i cecinesi, si augura di vincere). Il vero successo, però, sarà tornare sul ring, in una categoria di peso inferiore a quella in cui fu trovato positivo ad ottobre, per dimostrare che solo con la sua forza, lo spirito di sacrificio e la passione viscerale per questo sport tutto è possibile. Pagliara poteva mollare tutto e dedicarsi alla sua vita in quel di New York.

Ma chi pensava che avrebbe mollato la boxe non lo conosce bene. Per lui potrebbe essere l’ultimo match, quello della sua ennesima rinascita e della dimostrazione della sua “pulizia”. In realtà Pagliara, un po’ come un Valentino Rossi, ha ancora fame e voglia di vincere. E sta tornando, più deciso e “arrabbiato” che mai.

Alessandro Bientinesi

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