Lutto
Miracolo palla ovale giocano a rugby e fanno integrazione
In campo con il Rufus ragazzi di sedici nazionalità Festeggia 10 anni di attività la scuola di San Vincenzo
SAN VINCENZO. Era l’estate del 2004 quando Filippo Castagnini e Sebastiano Ardita fondarono il Rugby Rufus. Fu proprio Castagnini il primo presidente (anche giocatore) della società sanvincenzina. Era l’inizio di una sorta di miracolo. Un miracolo che, più che sportivo, è socio- culturale. Un miracolo che rischia di trovarsi davanti un punto definitivo. Mancano sponsor, ci sono problemi economici per sostenere le spese: circa 30mila euro l’anno solo per gli automezzi, ossia il 90% del budget a disposizione.
Integrazione. Il miracolo del Rufus consiste nell’aver portato sui campi da rugby decine di ragazzi di ben 16 nazionalità diverse. Differenti etnie, culture, religioni. Un esempio di integrazione che ha permesso a molti di loro di sfuggire alla strada. Storie di famiglie difficili e di condizioni economiche più che precarie si sono trasformate in quelle di adolescenti ora cresciuti con i valori del rispetto e della disciplina propri di questo sport.
Volontariato. La base sono la passione e il volontariato. Vari volontari, infatti, si alternano alla guida del pullman da 40 posti e degli altri pulmini, con i quali vanno a prendere e riportare a casa i ragazzi di Venturina, Castagneto, Suvereto, Bibbona, Sassetta, Bolgheri. La società introita il 30% dei soldi delle iscrizioni, permettendo al restante 70%, per le pessime condizioni economiche, l’attività gratuita. Giocatori, allenatori e dirigenti, compresa la prima squadra, non percepiscono stipendi ne rimborsi spese per i viaggi e, anzi, contribuiscono pagando essi stessi la retta annuale. Altri volontari puliscono le strutture e lavano i completini, compresi il prefabbricato e la tensostruttura che il Comune ha recentemente dato al Rufus.
Qualche mese fa, prima delle elezioni comunali, il piano delle opere pubbliche prevedeva 450mila euro per l’adeguamento del campo da rugby. Il Rufus ha detto no, esortando il Comune a dare quei soldi a chi ne ha bisogno.
Sport. Dieci anni di soddisfazioni sportive. La Scuola rugby ha formato anche ottimi giocatori. Gregori Donica, sedicenne moldavo, gioca adesso nel Viadana e nella nazionale di categoria. Conosce cinque lingue ed ha un alto rendimento scolastico. Dai primi tempi in cui il Rufus si allenava nel velodromo di San Carlo ad oggi, le cose sono cambiate.
Dopo la discesa a San Vincenzo e gli allenamenti in un campo di calcio, ora c’è un campo da rugby con docce e tensostruttura. Il Rufus è riuscito a creare un importante settore giovanile in un paese di 7mila abitanti in cui calcio e basket la fanno da padroni. Nel 2009, Rufus ha vinto la Coppa Toscana seniores, e nel 2008 e 2014 ha vinto il campionato di C. Nel settore giovanile ha vinto il torneo di Genova, si è classificato ai primi posti del trofeo “Topolino” di Treviso (il più importante d’Europa), al 2º posto l’anno scorso con l’under 16 in Coppa Toscana, ha vinto i campionati scolastici italiani nel 2011.
Oltre a Donica c’è Albert Batista (di origine dominicana), classe 2000, in procinto di andare in una grande società e già parte del Centro di formazione nazionale della Federazione. In più, molti sono i giovani nelle selezioni regionali giovanili. E mentre l’immaginario collettivo reputa il rugby uno sport da uomini, il Rufus ha anche due allenatrici. Ora l’obiettivo è unico: mantenere in vita la società e la luce nel futuro dei ragazzi.
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