Finanza
codice etico»LE REGOLE PER I GIOCATORI
CECINA. L’Idea è del presidente Enrico Marinai che, insieme al consiglio, ha scritto per il Cecina calcio il codice etico. Il regolamento riguarda la stagione 2014-15, con i rossoblù impegnati nel...
CECINA. L’Idea è del presidente Enrico Marinai che, insieme al consiglio, ha scritto per il Cecina calcio il codice etico. Il regolamento riguarda la stagione 2014-15, con i rossoblù impegnati nel campionato di Prima categoria e in Coppa Toscana. I ragazzi dovranno firmarlo e rispettarlo, e lo stesso faranno i dirigenti. Sì, perché la società prova a cambiare passo, e siccome nel torneo chiuso in primavera si è classificata all’ultimo posto in Coppa Disciplina, vuole evitare un altro smacco del genere. Per questo, ha alzato l’asticella e chiesto più attenzione. Vediamo allora cosa è scritto nelle due pagine che il vertice operativo consegnerà ai calciatori appena firmeranno il tesseramento. Gli articoli sono undici, prendono spunto dal fair play – parola inglese che significa rispetto – e vietano «atteggiamenti e comportamenti ritenuti lesivi del buon nome della società». Spetterà agli allenatori e ai dirigenti prendere i provvedimenti, che vanno dal semplice richiamo fino all’allontanamento dalle strutture e dalla squadra a tempo indeterminato e, ovvio, alla multa. Insomma, un giro di vite per non ripetere gli errori del passato. Nello specifico, i tesserati non dovranno litigare con i compagni e gli avversari durante le partite e gli allenamenti, insultare i coetanei e gli adulti, presentarsi in ritardo senza avere avvisato, prendere parte a un evento senza la divisa sociale, rivolgere a chiunque insulti razziali, partecipare alle sedute atletiche senza impegno, comportarsi in modo sgarbato nei confronti del mister, evitare ammonizioni per futili motivi pena dieci euro tolti dal rimborso. E infine, non farsi cacciare col rosso per falli di reazione o comportamenti antisportivi che costerebbero 50 euro per ogni giornata di squalifica. «La correttezza è il requisito principale di ogni società – dice il presidente – e di conseguenza abbiamo pensato a un codice etico legato al buon comportamento e al rispetto degli altri dentro e fuori dal campo. Le regole valgono anche per noi dirigenti, nessuno escluso. Siamo tutti parte di un progetto, nato su basi solide per conquistare una posizione di vertice in campionato. In Coppa Disciplina siamo arrivati ultimi a causa delle multe e dei cartellini: dobbiamo invertire la tendenza, anche perché un’eventuale primo posto, in futuro, potrebbe aiutarci nei ripescaggi». Leggendo le due pagine scritte al computer si capisce subito che in via Puccini tengono pure al decoro. La divisa è l’esempio, perché il giocatore benvestito si identifica con la società che rappresenta.
Il decalogo tocca infine il capitolo infortuni. La società si impegna a stabilire un percorso di recupero nel caso in cui il problema non sia legato all’attività agonistica dopo la presentazione del certificato medico. Ma l’obiettivo rimane avvicinarsi al modello professionistico, l’esempio da seguire.
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