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Dal Senegal a Vada, la storia di Khadim
14 anni, oltre un metro e 80, è diventato un punto di forza dei Giovanissimi
VADA. Quando ti guarda con quella espressione sorniona tra il simpatico e lo sbruffone, dall’altro del suo metro e ottantatre disegnata su un fisico da atleta, non può che ricordati Mario Balotelli. In un periodo di campionati mondiali di calcio, poi, il parallelo è immediato. La storia di Khadim Ngom, però, non è quella del Super Mario nazionale (e visto che piega sta prendendo la Balotelli story meglio così).
Semplicemente una bella avventura di calcio ed integrazione. Il tutto inizia nel caldo torrido di Dakar, in Senegal, il 10 aprile del 2000, e prosegue nove mesi fa tra Cecina, dove il futuro campione vive con i genitori e un fratello, e il salmastro del campo sportivo di Vada. «Mio padre è già da quasi nove anni in Italia, lavora in un albergo a Pisa, e anche mia mamma l’ha seguito poco dopo. Io sono rimasto in Senegal con mio nonno – ci spiega Khadim, quattordici anni compiuti da poco e un italiano che è ancora incerto – per ora mi sto trovando bene, il calcio mi ha aiutato molto».
Il bomber made in Senegal è incerto con la lingua (ci aiuta nella traduzione dal wolof l’amico Moustafa) ma in campo si fa subito intendere a suon di gol. «A Dakar giocavo già a calcio in una squadra, si chiamava Jokko (che significa comunicare ma anche stare insieme, stare uniti ndr) e in campo me la dovevo vedere sempre con ragazzi più grandi – spiega Khadim – per questo sono riuscito a migliorare e appena sono arrivato in Italia le cose sono andate bene».
Il baby fenomeno Ngom, grazie ad un amico del padre, sbarca nei giovanissimi B 2000 del Vada e non nelle giovanili cecinesi. La squadra ha già cambiato allenatore e naviga in fondo alla classifica. L’impatto del ragazzo, grazie anche a dirigenti come Alessandro Castellano e Alessandro Signorini, è fenomenale. Ngom sigla 18 reti in 16 partite ufficiali. «In questi primi mesi sono riuscito a integrarmi bene con la squadra – spiega il baby goleador senegalese – la partita più bella è stata a fine campionato, quando stavamo perdendo 1-0 e mancavano pochi minuti alla fine. Prima ho fatto un assist ad un compagno per il gol dell’1-0 e, subito dopo, il gol della vittoria con un tiro da metà campo. Alla fine il mio allenatore, Francesco Filippi, mi ha fatto i complimenti dicendomi “batti 5 fratello”». Numeri da futura promessa. «Mi piacerebbe fare il calciatore, anche perché studiare, anche se è importante, non mi piace molto – dice Khadim sorridendo – mi piace come gioca Balotelli, anche se a volte perde la testa, e anche El Sharaawy. Non mi piace Neymar, è troppo egoista e simula». A palare di lui anche uno dei dirigenti del settore giovanile vadese.
«Khadim ha grandi potenzialità, con la forza fisica e un gran tiro superiori alla media – spiega Castellano – noi lo teniamo con i piedi per terra, però, visto che deve migliorare molto sul piano caratteriale e cercare di essere meno solista in campo. L’impatto con la squadra e la sua integrazione con il gruppo è stata, però, ottima e, nonostante molte società abbiamo già chiesto informazioni su di lui, per ora ce lo teniamo stretto, è una patrimonio del settore giovanile del Vada».
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